LOREM IPSUM DOLOR

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Villa Verucchio – San Leo

Villa Verucchio – San Leo

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Km 21,8- tempo di percorrenza 6 ore

Il percorso si addentra nello stupendo paesaggio della media-alta Valmarecchia, dominato dalle aspre rupi, sovrastate da rocche fortificate. Si cammina prevalentemente su stradelle sterrate e alcuni tratti di asfalto. Dal Convento di Santa Croce si continua diritto su Via Convento, scendendo alla SP Marecchiese, attraversata la quale ci si ricongiunge nuovamente con il percorso storico-naturalistico lungo la riva orografica destra del Marecchia fino a Ponte Verucchio. Qui si attraversa il fiume e si procede in sponda sinistra fin sotto lo scoglio roccioso sul quale  sorge l’eremitaggio di Madonna di Saiano. Dopo alcune centinaia di metri un ponte di ferro mobile  garantisce nel periodo estìvo il guado per tornare sulla sponda opposta del fiume. Nei mesi in cui il guado non è possibile, si procede da Ponte Verucchio con la variante descritta nella guida. Attraversato il Marecchia  si prosegue ancora su percorso naturalistico pianeggiante fino a Ponte Santa Maria Maddalena. Da qui si sale per stradine che alternano fondo asfalto e sterrato, su un crinale molto panoramico, con veduta di San Leo (ancora lontana), dei monti Pincio e Aquilone detti anche del “Vescovo che dorme”, per la inconfondibile forma che ne faceva un importante punto di orientamento per i pellegrini romei, i quali discesi fino a Rimini percorrevano poi la Valmarecchia per svalicare verso Roma al passo di Viamaggio (Via Major). Tra pascoli, campi coltivati e macchie boscate, si raggiunge il Convento di  Sant’Igne, una delle mete più significative del Cammino.

Dal convento si raggiunge in breve San Leo, compiendo l’ultimo tratto con la bellissima veduta sulla rupe sovrastata dall’imponente rocca, come la ricorda Dante nella Divina Commedia.

Qui l’8 maggio 1213 San Francesco ricevette in dono, dal conte Orlando Catani di Chiusi, il monte della Verna, che divenne poi uno dei luoghi più importanti della storia del Francescanesimo. Questo episodio è ritenuto così significativo nella storia della città, che San Francesco è raffigurato nello stemma civico sotto l’olmo dal quale predicò.

Sulla centrale piazza Dante si affaccia il Palazzo Nardini, all’interno del quale si trova la stanza, trasformata in cappella, dove sarebbe avvenuto l’incontro tra San Francesco e il conte Orlando Catani.