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Santuario de La Verna

Santuario de La Verna

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Immerso nei boschi dell’Appennino toscano, è posto su uno sperone di roccia ricco di anfratti. Il santuario-convento è costituito da un complesso di edifici che è andato crescendo nel corso dei secoli. Gli adattamenti non hanno intaccato l’aspetto primitivo e selvaggio del luogo, che dà un’idea di dove e come pregasse San Francesco in alcuni periodi della sua vita. Sulla piazza del Quadrante, così chiamata per via della meridiana posta sulla basilica, è collocata
una croce in legno, meravigliosa nella sua essenzialità; da qui si gode di una visione d’insieme sui monti. La piazzetta dà accesso ai principali luoghi del Santuario: la basilica, il corridoio delle Stimmate, la cappella di Santa Maria degli Angeli, il chiostro, la foresteria e l’ospizio per i pellegrini. Qui non si parlerà delle tante opere d’arte custodite al loro interno, fra le quali una vera e propria antologia dei capolavori dei Della Robbia.
La cappella di Santa Maria degli Angeli, di dimensioni uguali a quella della Porziuncola, è senza dubbio la costruzione più antica del Santuario. L’area che va dalla cancellata fino all’arco che dà sull’altare, corrisponde alla cappella costruita tra il 1216 e il 1218 per desiderio di San Francesco.
La cappella della Maddalena fu edificata agli inizi del XV secolo, sul luogo della primitiva cella in legno del Santo. All’interno la pietra dell’altare è la stessa che serviva da desco al Santo, e sulla quale, secondo le Fonti francescane, Gesù gli apparve. Usciti dalla cappella, si scende nel bosco fino a giungere al Sasso Spicco, una delle tante fenditure, quasi ferite, nella roccia che caratterizzano il monte. Al di sotto di un enorme masso che sembra sospeso in aria, una croce in legno ricorda il luogo dove Francesco e la sua prima comunità si ritiravano in preghiera. La Basilica, semplice e sobria nella sua facciata, ustodisce alcune reliquie di San Francesco: un pezzo di stoffa imbevuto del sangue delle sue piaghe, un pezzo del cordone del saio e il bastone del Santo. Accanto alla basilica è il corridoio delle Stimmate, costruito alla fine del XVI secolo per collegare la basilica alla cappella delle Stimmate, mentre al tempo di San Francesco sco il passaggio era garantito solo da un tronco d’albero. Dal 1431 i frati del convento, ogni giorno dell’anno, compiono la processione dalla basilica alla cappella delle Stimmate. Si racconta che una volta i frati non poterono effettuare la processione, a causa della neve, e il giorno seguente trovarono sul percorso le orme degli animali del bosco, che li avevano sostituiti. Lungo il corridoio si trovano prima il letto di San Francesco e poi la cappella della Croce, dove il Santo si ritirò durante la Quaresima di San Michele e dove avvenne l’episodio dell’amicizia con il falco (FF 1158). La cappella delle Stimmate, inizialmente separata e oggi unita alla cappella della Croce, è il punto di arrivo del lungo percorso. In questa cappella la Crocifissione di Andrea della Robbia, un capolavoro assoluto, è posta come pala d’altare sulla parete centrale.
Il crocifisso, rappresentato secondo le forme della concezione cristologica francescana, è circondato da angeli piangenti, ai quali si uniscono anche il sole e la luna, fino a scendere verso il basso dove il dolore si trasforma in contrizione nei volti di San Francesco, della Vergine, di San Giovanni evangelista e di San Girolamo. Il vero centro della cappella è un umile esagono in marmo, posto sul pavimento e illuminato dalla fioca luce di una lampada, a indicare il luogo dove si trovava Francesco al momento di ricevere le Stimmate. Il cammino in questi luoghi continua verso la cappella di Sant’Antonio da Padova, che qui soggiornò a lungo, per poi raggiungere il vertiginoso precipizio sulla valle. La descrizione dei tanti altri luoghi che esistono all’interno del Santuario potrebbe continuare; l’invito è di recarsi di persona non solo per vedere, ma soprattutto per vivere e meditare in questo luogo sacro.

 

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