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	<title>Il Cammino di San Francesco &#187; Itinerari</title>
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	<description>Tutto sul Cammino di San Francesco - Francesco&#039; s Ways</description>
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		<title>Cammino di San Francesco da Rimini a La Verna</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Apr 2017 14:27:22 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.umbriafrancescosways.eu/wp-content/uploads/Rimini.jpg"><img class="alignnone wp-image-11647 size-large" src="http://www.umbriafrancescosways.eu/wp-content/uploads/Rimini-1024x494.jpg" alt="Rimini" width="1024" height="494" /></a>Il percorso collega le principali località nelle quali il passaggio di San Francesco è documentato o sostenuto da antiche tradizioni. Del resto, la Valmarecchia ha sempre rappresentato una terra di confine e, per la sua percorribilità relativamente agevole, una “porta” di comunicazione tra il centro Italia, Rimini e la Romagna. Anche i pellegrini Romei l’hanno attraversata numerosi, provenienti dal nord Italia e dai paesi ad est di Aquileia. Non deve quindi meravigliare che San Francesco, nello svolgimento del suo “ministero itinerante” l’abbia percorsa, probabilmente più volte. Le Considerazioni delle Stimmate, testo francescano del sec. XIV, raccontano che nel 1213 San Francesco, in compagnia di frate Leone, si mosse in direzione della Romagna, giungendo al castello di Montefeltro (l’antico nome di San Leo), l’8 maggio, giorno dell’investitura di un nuovo cavaliere. Il Santo predicò nella piazza davanti al popolo e ai nobili convenuti, tra i quali era Orlando Catani, conte di Chiusi nel Casentino, il quale, colpito dalle sue parole, chiese un colloquio personale per riflettere con lui della salvezza della sua anima. Al termine del colloquio, il conte rivolse l’invito ad accettare in dono il monte della Verna, al quale San Francesco acconsentì. Questo incontro è dunque all’origine dell’insediamento francescano alla Verna, dove il Santo ricevette le Sacre Stimmate e dove sorse poi l’attuale Santuario. A memoria di questa visita la città di San Leo inserì la figura di San Francesco nel proprio stemma civico. Numerosi sono i segni che supportano le antiche tradizioni secondo le quali, direttamente collegati ai passaggi di San Francesco in Valmarecchia, sarebbero numerosi insediamenti conventuali ed episodi miracolosi. Il convento di Sant’Igne, sorto nel 1244 nel bosco ai piedi della rupe di San Leo. Quello di Villa Verucchio, nel cui chiostro si leva il gigantesco cipresso, che si vuole piantato dal Santo ed è oggetto di studio da parte dei botanici per le dimensioni e la singolare longevità. Gli insediamenti del XIII secolo, delle Clarisse e dei Frati Minori nel territorio di Sant’Agata Feltria, che la tradizione vuole avviati dal Santo durante il suo passaggio, probabilmente diretto a San Leo in quel maggio 1213. Da segnalare anche la nascita in questi luoghi di numerosi testimoni dello spirito francescano, un esempio per tutti Fra’ Matteo da Bascio, comunemente riconosciuto come il fondatore dell’Ordine dei Cappuccini. San Francesco, avendo incarnato la sua testimonianza di fede cristiana in una vita povera e semplice, a contatto con le persone, è stato molto amato dal popolo e lo è tuttora. La presenza dei francescani in queste terre è ancora oggi diffusa e la religiosità che ne scaturisce è viva nella cultura delle popolazioni locali. Il Cammino intende contribuire a farla conoscere ai pellegrini ed agli escursionisti che, a piedi, in mountain bike o a cavallo, ripercorreranno i luoghi toccati dal Santo e dai grandi testimoni dell’Ordine francescano che in queste terre sono nati.Il Cammino di San Francesco da Rimini a La Verna conta 5 tappe per un totale di 112 chilometri che si snodano tra Emilia-Romagna e Toscana. attraversando la valle del fiume Marecchia nei territori di 10 comuni nelle provincie di Rimini, Forlì-Cesena e Arezzo. Costituisce la porta a nord est della Via di San Francesco che, passando poi per Umbria e Lazio conduce fino a Roma. . E’ segnalato con il simbolo francescano della Tau gialla (comune a tutta la Via di San Francesco fino a Roma) che integra la segnaletica bianco rossa del CAI presente su buona parte del tracciato. Oltre al percorso principale, con una variante che sarà percorribile dalla primavera 2017, si collegheranno tutti i luoghi della Valmarecchia toccati dal passaggio di San Francesco o comunque significativi per la storia del Francescanesimo in questo territorio.</p>
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<h2><a href="http://www.umbriafrancescosways.eu/itinerari/il-cammini-di-san-francesco-da-rimini-a-la-verna/">Scopri le tappe del Cammino di San Francesco da Rimini a La Verna</a></h2>
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		<title>Rimini &#8211; Villa Verucchio</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Apr 2017 09:47:28 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Km 22,8- tempo di percorrenza 5 ore e 10 minuti</p>
<p>La prima tappa inizia dalla stazione ferroviaria di Rimini, idealmente “porta” a est del Cammino. Si attraversa il  centro storico raggiungendo in breve le prime colline alle spalle della città e la vallata del Marecchia. Nel tratto urbano, il percorso  tocca la chiesa di Santa Chiara, dove probabilmente soggiornò San Francesco e l’antico convento di San Bernardino che ospita suore Clarisse. Poi sale rapidamente verso le prime colline alle spalle di Rimini, dove si raggiunge il Santuario francescano di Santa Maria delle Grazie, custodito dai Frati Minori. Con diversi saliscendi si  arriva alla frazione di Vergiano all’inizio della Valmarecchia. Qui un’antica tradizione vuole che San Francesco sia stato ospitato per una notte in una modesta casa dove gli sarebbe stato offerto un bastone di cipresso come sostegno per il cammino che, piantato dal Santo a Villa Verucchio, sarebbe poi diventato l’attuale albero secolare. Si raggiunge poi  il bel percorso storico-naturalistico risalendo lungo il corso del fiume Marecchia (possibile deviazione per Santarcangelo), fino a Villa Verucchio dove, sulla collinetta sovrastante l’abitato moderno, si trova il convento di Santa Croce (foresteria). La tradizione dice che San Francesco, percorrendo la Valmarecchia, probabilmente nel 1215 proveniente da Rimini, abbia qui sostato presso una cappella campestre dedicata alla Santa Croce e vi abbia eretto una povera capanna in legno e frasche, primo nucleo dell’attuale convento, documentato per la prima volta nel 1311.</p>
<p>Da visitare la chiesa, costruita nel sec. XIV e consacrata il 16 giugno 1400; il chiostro con il celebre cipresso, che la tradizione vuole piantato dallo stesso San Francesco e la cappella di San Francesco. Molto interessante il centro storico di Verucchio che richiede una deviazione rispetto al percorso base.</p>
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		<title>Villa Verucchio &#8211; San Leo</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Apr 2017 14:52:53 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Km 21,8- tempo di percorrenza 6 ore</p>
<p>Il percorso si addentra nello stupendo paesaggio della media-alta Valmarecchia, dominato dalle aspre rupi, sovrastate da rocche fortificate. Si cammina prevalentemente su stradelle sterrate e alcuni tratti di asfalto. Dal Convento di Santa Croce si continua diritto su Via Convento, scendendo alla SP Marecchiese, attraversata la quale ci si ricongiunge nuovamente con il percorso storico-naturalistico lungo la riva orografica destra del Marecchia fino a Ponte Verucchio. Qui si attraversa il fiume e si procede in sponda sinistra fin sotto lo scoglio roccioso sul quale  sorge l’eremitaggio di Madonna di Saiano. Dopo alcune centinaia di metri un ponte di ferro mobile  garantisce nel periodo estìvo il guado per tornare sulla sponda opposta del fiume. Nei mesi in cui il guado non è possibile, si procede da Ponte Verucchio con la variante descritta nella guida. Attraversato il Marecchia  si prosegue ancora su percorso naturalistico pianeggiante fino a Ponte Santa Maria Maddalena. Da qui si sale per stradine che alternano fondo asfalto e sterrato, su un crinale molto panoramico, con veduta di San Leo (ancora lontana), dei monti Pincio e Aquilone detti anche del “Vescovo che dorme”, per la inconfondibile forma che ne faceva un importante punto di orientamento per i pellegrini romei, i quali discesi fino a Rimini percorrevano poi la Valmarecchia per svalicare verso Roma al passo di Viamaggio (Via Major). Tra pascoli, campi coltivati e macchie boscate, si raggiunge il Convento di  Sant&#8217;Igne, una delle mete più significative del Cammino.</p>
<p>Dal convento si raggiunge in breve San Leo, compiendo l’ultimo tratto con la bellissima veduta sulla rupe sovrastata dall’imponente rocca, come la ricorda Dante nella Divina Commedia.</p>
<p>Qui l’8 maggio 1213 San Francesco ricevette in dono, dal conte Orlando Catani di Chiusi, il monte della Verna, che divenne poi uno dei luoghi più importanti della storia del Francescanesimo. Questo episodio è ritenuto così significativo nella storia della città, che San Francesco è raffigurato nello stemma civico sotto l’olmo dal quale predicò.</p>
<p>Sulla centrale piazza Dante si affaccia il Palazzo Nardini, all’interno del quale si trova la stanza, trasformata in cappella, dove sarebbe avvenuto l’incontro tra San Francesco e il conte Orlando Catani.</p>
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		<title>San Leo &#8211; Sant&#8217;Agata Feltria</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Apr 2017 15:15:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Km 22,9 &#8211; Tempo di percorrenza 5 h e 10 min Si scende nuovamente sul fondovalle per poi risalire sul crinale opposto che ne delimita la sponda sinistra idrografica, al di là del quale, nella Valle del Savio, si trova Sant’Agata Feltria. La tappa si snoda quasi interamente su tratturi e sterrate, con qualche tratto ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Km 22,9 &#8211; Tempo di percorrenza 5 h e 10 min</p>
<p>Si scende nuovamente sul fondovalle per poi risalire sul crinale opposto che ne delimita la sponda sinistra idrografica, al di là del quale, nella Valle del Savio, si trova Sant’Agata Feltria. La tappa si snoda quasi interamente su tratturi e sterrate, con qualche tratto di asfalto. Si parte in direzione della rupe rocciosa del Maioletto, visibile dal centro di San Leo, camminando si possono ammirare belle vedute su San Leo fino a Il Poggio, agglomerato di case allineate su di un marcato crinale che si attraversa con un bellissimo percorso panoramico, con passaggi suggestivi su profondi calanchi, attraversando una zona di argille che può creare problemi nei periodi più piovosi. Giunti alla rupe di Maioletto, si gira sulla sinistra all’interno del bosco, scendendo poi fino a raggiungere un ponte sul fiume Marecchia, attraversato i quale si è alle porte di  Novafeltria.Si gira a sinistra sulla pista ciclabile che risale il Marecchia e la si percorre fino all’altezza di Torricella, paese natale del Servo di Dio “Beato” Padre  Francesco da Torricella che si raggiunge attraversando la SP. Marecchiese. Si sale poi per stradelli e tratturi fino alla strada di crinale, all’altezza della frazione Botticella. Si prende a sinistra in direzione di Sant’Agata Feltria che si segue fino alla cappella della Madonna del Soccorso, da dove parte a sinistra un largo sentiero, con anche il segnavia bianco-rosso del Cammino di San Vicinio che conduce fino a Sant’Agata Feltria alle cui porte troviamo il Convento dei Frati Cappuccini (foresteria) e il Convento delle Suore Clarisse (foresteria).  Il borgo è uno dei principali “luoghi francescani” del Montefeltro. Un’antica tradizione vuole infatti che San Francesco abbia percorso questo territorio, molto probabilmente nel maggio 1213. La presenza in zona delle Clarisse è contemporanea a San Francesco, con il monastero di Sant’Antimo, la cui fondazione è fatta risalire ad Agnese, sorella di Santa Chiara, nel 1218, 6 anni dopo la fondazione del Convento di Santa Chiara a San Damiano di Assisi. Sarebbe il secondo monastero più antico dell’ordinamento delle Suore Clarisse. Il convento dei Cappuccini fu eretto nel 1575-77. Per lungo tempo furono presenti anche i Frati Minori che si trasferirono nella Rocca Fregoso dal 1781 al 1820, abbandonato l’antico convento ai Piani, risalente al XVI secolo.</p>
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		<title>Da Sant&#8217;Agata Feltria a Balze di Verghereto</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Apr 2017 13:21:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Km 22,2 &#8211; Tempo di percorrenza 7 h e 15 min Superata Sant’Agata Feltria si ritorna in Valmarecchia, nella parte più alta della valle, in cui il paesaggio muta radicalmente, passando da un ambiente bucolico e campestre ad un luogo montano, tipico dell’Appennino. La tappa si svolge prevalentemente su stradelli ghiaiosi e strade asfaltate ma ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Km 22,2 &#8211; Tempo di percorrenza 7 h e 15 min</p>
<p>Superata Sant’Agata Feltria si ritorna in Valmarecchia, nella parte più alta della valle, in cui il paesaggio muta radicalmente, passando da un ambiente bucolico e campestre ad un luogo montano, tipico dell’Appennino. La tappa si svolge prevalentemente su stradelli ghiaiosi e strade asfaltate ma poco trafficate che rendono più veloce il cammino senza nulla togliere ai panorami che si possono ammirare. La prima parte coincide con il percorso “Frate Francesco a Sant’Agata Feltria” che si segue passando  dal sito con i ruderi del Convento di San Francesco ai Piani, poco dopo il quale la strada termina a Ca’ l’Abate (cani), dove si continua a destra su una carraia in terra battuta che conduce alla strada asfaltata proveniente da Sant’Agata nel punto in cui scavalca il contrafforte tra Valle del Savio e Valmarecchia. La si prende verso destra seguendo sempre le indicazioni per Palazzo. Giunti a questa località si prende la strada in salita verso Balze e la si segue ignorando bivi e deviazioni. Superata la cappella della Madonna del Piano, dopo circa 3 km si arriva alla strada provinciale Alfero &#8211; Balze. Verso destra si arriva ad un crocevia, dove si gira sulla stradina a sinistra che raggiunge il parcheggio sotto l’Eremo di Sant’Alberico. (Opzione B consigliata in caso di ritardo o con condizioni meteo avverse: si prende la strada a sinistra che in circa 3,5 km. conduce a Balze).Dal parcheggio sotto l’eremo, si prende in ripida salita un vialetto lastricato, fiancheggiato dalle stazioni della Via Crucis, raggiungendo in pochi minuti l’Eremo di Sant’Alberico. La sua presenza è documentata  fin dal 1043 e, secondo  un’antica tradizione, fu fondato da San Romualdo. Continuando nel bosco sul fondo della valletta, prima su una bella mulattiera fiancheggiata per un tratto da stazioni della Via Crucis; poi su una splendida via di pietra, denominata “Via Granducale”, perché fatta costruire dal Granduca Leopoldo II di Toscana per una grazia ricevuta, si raggiunge la località di Balze.</p>
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		<title>Da Balze di Verghereto a La Verna</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Apr 2017 13:27:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Km 24 &#8211; Tempo di percorrenza 8 h e 10 min Questa tappa accorcia il percorso ideato in origine, congiungendo direttamente Balze a La Verna, eliminando la tappa intermedia Balze-Verghereto. Si svolge tra Romagna e Toscana, in un paesaggio che  sui crinali spazia tra la Valmarecchia, la Valle del Savio e la Valtiberina. E’ ottimamente segnata da ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Km 24 &#8211; Tempo di percorrenza 8 h e 10 min</p>
<p>Questa tappa accorcia il percorso ideato in origine, congiungendo direttamente Balze a La Verna, eliminando la tappa intermedia Balze-Verghereto. Si svolge tra Romagna e Toscana, in un paesaggio che  sui crinali spazia tra la Valmarecchia, la Valle del Savio e la Valtiberina. E’ ottimamente segnata da segnavia bianco-rossi, integrati dalla Tau gialla che identifica tutta la Via di San Francesco da Rimini a Roma. Usciti da Balze, si percorre la strada asfaltata per Verghereto, fino alla località Falera, dove parte a destra uno stradello che sale verso la rocciosa parete del Monte Fumaiolo. Si procede per pascoli e tratti boschivi, seguendo le indicazioni per Montecoronaro, piccolo borgo dove è possibile trovare ristoro in un bar. Dopo il paese e un lungo tratto di strada asfaltata, inizia un sentiero che, con  lunga salita attraverso boschi, conduce al Poggio dei Tre Vescovi (1238 m). Qui il sentiero di crinale, che è parte di un’antica strada medievale, si dirige decisamente a sud costeggiando il confine della Riserva Naturale Alta Valle del Tevere e, dopo un tratto pianeggiante, raggiunge un poggio da cui si vede il Monte Penna, inconfondibile per la grande e piatta sommità, dietro cui sorge La Verna. Il sentiero diviene una pista tracciata nel bosco ceduo che raggiunge un percorso trasversale e, verso destra, una larga strada sterrata. La si segue in ambiente aperto tra i pascoli, raggiungendo il Passo delle Gualanciole e, dopo alcuni chilometri, il Passo delle Pratelle (1075 m), punto di congiunzione con il percorso francescano che porta da La Verna a Rieti. Si gira sulla pista a destra sul crinale, prima tra i prati, poi nella pineta e quindi nella faggeta, si sale al grande ripiano prativo e panoramico del Monte Calvano, posto all’ingresso del bosco (1253 m). Si scende ripidamente alla Croce della Calla (1135m), sotto la parete del Monte Penna. La si segue verso sinistra raggiungendo una stradina più larga che verso destra nella faggeta porta al Santuario della Verna (1128m).</p>
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		<title>Prima tappa &#8211; Da Assisi a Spello (Foligno)</title>
		<link>http://www.umbriafrancescosways.eu/itinerari/prima-tappa-da-assisi-a-spello-foligno/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2016 08:35:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Via Lauretana]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Arrivo a Spello Distanza: 13,5 km Tempo di percorrenza: 3 ore e 30 minuti Dislivello in salita: 340 m Dislivello in discesa: 450 m Difficoltà: facile Arrivo a Foligno Distanza: 19,4 km Dislivello in salita: 400 m Dislivello in discesa: 530 m Tempo di percorrenza: 5 ore Difficoltà: facile Fondo: asfalto e strada sterrata Tappa ...</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Arrivo a Spello</strong><br />
Distanza: 13,5 km<br />
Tempo di percorrenza: 3 ore e 30 minuti<br />
Dislivello in salita: 340 m<br />
Dislivello in discesa: 450 m<br />
Difficoltà: facile</p>
<p><strong>Arrivo a Foligno</strong><br />
Distanza: 19,4 km<br />
Dislivello in salita: 400 m<br />
Dislivello in discesa: 530 m<br />
Tempo di percorrenza: 5 ore<br />
Difficoltà: facile</p>
<p>Fondo: asfalto e strada sterrata </p>
<p>Tappa piuttosto facile, perché la distanza da percorrere non è eccessiva (soprattutto se ci si ferma a Spello), e i dislivelli non sono troppo pronunciati. Assisi merita non solo di essere attraversata, ma di essere “vissuta”: non potendo fermarsi una giornata, suggeriamo di riservare alla tappa il pomeriggio (arrivando sino a Spello) e di dedicare la mattinata a visitare luoghi più significativi della “città serafica”. L’itinerario è assai piacevole: il cammino lungo la costa del Monte Subasio, tra bosco ceduo e uliveti, offre bellissime visuali della pianura sottostante ed è ricco di fonti. L’arrivo a Spello, dall’alto, regala una bella veduta della città. Chi prosegue fino a Foligno, aggiunge alla giornata una tranquilla camminata in pianura. Le cittadine di Spello e Foligno sono ricche di memorie storiche, artistiche e religiose.<br />
<strong><br />
PER I CICLISTI.</strong> La tappa non presenta alcuna controindicazione per la percorrenza in mountain bike o bici ibrida. Tra i punti 8 e 10 c’è un tratto di strada dal fondo sassoso, sdrucciolevole in discesa e con poca aderenza in salita, soprattutto in caso di pioggia. Si trovano poi, in tutti i centri abitati, brevi tratti di strada urbana che si devono percorrere contromano: fare attenzione.</p>
<p>Segnaletica: per tutto il percorso e per entrambi i punti di arrivo si possono seguire i segnavia gialloblu della Via di Francesco. Sono utili anche quelli biancorossi del Cammino francescano della Marca (siglati CFM, che però segue per brevi tratti percorsi diversi (tra i punti 9 e 12 e nei centri storici di Spello e Foligno).</p>
<p>Dalla Basilica di San Francesco (1 – km 0,000 ) si sale lungo via San Francesco e via Portica, fino alla piazza del comune (2). Attraverso corso Mazzini si giunge in via Santa Chiara e si continua per via Borgo Aretino e via Properzio, fino a uscire dalle mura antiche attraverso porta Nuova. Si prosegue in lieve discesa per via Madonna dell’Olivo; si attraversa quindi una rotonda (3), continuando diritti in direzione Viole (sud-est). Dopo circa 200 metri, si incontra sulla sinistra via San Benedetto, che inizia in forte salita in corrispondenza di un’edicola (4 &#8211; km 1,720) contenente una piccola grotta di Lourdes. Si percorre via San Benedetto per circa due chilometri e mezzo, fino alla strada (5) che risale il Subasio verso l’abbazia di San Benedetto: la si lascia sulla sinistra per proseguire in costa lungo via Fosso delle Carceri e via Borghettaccio. Si percorre, sempre in costa, via Fonte l’Abate, che diventa sterrata. Dopo circa due chilometri, in corrispondenza del vocabolo Satriano (poche case) si incontra a destra il bivio (6 – km 7,160) per Capodacqua (via Gabbiano: curva a gomito a destra in discesa). Percorsi circa 150 metri, si svolta in un’altra curva a gomito, ma a sinistra (7), imboccando una strada poderale sterrata in forte discesa. La si segue fino al gruppo di case detto “La Castellazza” (8), dove si prende a sinistra una piccola sterrata in discesa, che attraversa il fosso Renaro (9) e conduce all’omonimo abitato di poche case. Attenzione a non seguire il sentiero lungo il corso del fosso! Si prosegue in discesa sempre lungo la strada principale (via Renaro), in asfalto [lungo Via Renaro il CFM devia a sinistra, per ricongiungersi in via degli Ulivi]. Dopo circa 500 metri, quando la strada asfaltata scende decisamente a destra, si prosegue diritti in discesa per una piccola strada sterrata (10), che in 200 metri conduce alla via degli Ulivi (11 – km 8,840), stretta strada in asfalto, che si imbocca a sinistra (attenzione a evitare la strada sulla destra che porta al piano); essa conduce in quattro chilometri all’abitato di Spello. Al termine di via degli Ulivi (12 – km 11,900) si prende a sinistra via Poeta, che conduce alle porte del paese. Si entra in Spello da porta Montanara (13). Superata la piazza sita alle spalle della porta della città (piazza Vallegloria), si imbocca a sinistra piazza Gramsci [qui il CFM devia a destra, per ricongiungersi più avanti] e quindi la centrale via Giulia (14), che termina immettendo a sinistra in via Garibaldi. Si seguita a scendere, lasciandosi a sinistra la chiesa di San Lorenzo, per raggiungere lo slargo di piazza della Repubblica (15), dove sorge il palazzo comunale di Spello. Si continua a scendere lungo via Cavour, raggiungendo in breve piazza Matteotti e la chiesa di Santa Maria Maggiore (16 km 13,500), punto di arrivo della tappa, per chi si ferma a Spello.  </p>
<p><strong>Prosecuzione della tappa fino a Foligno</strong><br />
Per raggiungere Foligno, da piazza Matteotti si prosegue in discesa lungo via Cavour e quindi via Consolare, fino a raggiungere la monumentale porta Consolare romana (17), attraverso la quale (o attraverso la porta più recente sulla sinistra) si esce dal perimetro delle mura.<br />
Si prosegue subito a sinistra, lungo le mura, per via Sant’Anna. All’inizio la via è lastricata in pietra; dopo circa 200 metri (superata la chiesetta di sant’Anna) si curva a destra, per incrociare poco dopo via Schicchi Fagotti (18). Si avanza diritti percorrendo tutta via Brodolini. All’incrocio con via Prato (19), dove sorge una piccola chiesa campestre, si procede diritti lungo via Spineto. Oltrepassato sulla destra un maneggio, si incontra un trivio (20 – km 15,300), in corrispondenza del Camping Umbria (oggi chiuso). Si prosegue diritti in direzione sud, percorrendo un lungo rettilineo di circa 1,2 km. Al termine si attraversa via San Cristoforo (21) e si imbocca quasi dirimpetto una piccola via a senso unico (via Spineto), che conduce al sottopasso della SS 75 (22). All’uscita del sottopasso si prosegue a sinistra, sempre lungo via Spineto. Dopo 500 metri, oltrepassato il passaggio a livello, ci si immette in viale Firenze (23 – km 16,700), dove occorre prestare attenzione all’intenso traffico. La si segue a sinistra per circa 750 metri, giungendo alla grande rotonda con al centro la piccola chiesa di Santa Maria di Fiammenga (24), costruita lungo l’antica Via Flaminia. Si prosegue diritti per quasi 1 chilometro, sempre lungo viale Firenze (c’è una sicura ciclabile sul lato destro), fino a giungere al ponte sul Topino (25 – km 19,000) e alle mura della città. Oltrepassato il ponte, si incontra a sinistra la chiesa di San Giacomo. Si prende quindi a destra via XX settembre [il CFM invece prosegue diritto, verso l’Ostello Pierantoni], raggiungendo in breve piazza della Repubblica e la cattedrale di San Feliciano (26 – km 19,400), punto di arrivo della tappa.</p>
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		<title>Seconda tappa &#8211; Da Spello a Colfiorito</title>
		<link>http://www.umbriafrancescosways.eu/itinerari/seconda-tappa-da-spello-a-colfiorito/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2016 08:21:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Via Lauretana]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Partenza da Spello Distanza: km 27 Tempo di percorrenza: 8 ore e 30 minuti Dislivello in salita: 1.080 m Dislivello in discesa: 580 m Difficoltà: molto impegnativo Partenza da Foligno Distanza: km 24,6 Tempo di percorrenza: 8 ore Dislivello in salita: 920 m Dislivello in discesa: 400 m Difficoltà: impegnativo Fondo: asfalto, strada sterrata e ...</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><br />
Partenza da Spello</strong><br />
Distanza: km 27<br />
Tempo di percorrenza: 8 ore e 30 minuti<br />
Dislivello in salita: 1.080 m<br />
Dislivello in discesa: 580 m<br />
Difficoltà: molto impegnativo</p>
<p><strong>Partenza da Foligno</strong><br />
Distanza: km 24,6<br />
Tempo di percorrenza: 8 ore<br />
Dislivello in salita: 920 m<br />
Dislivello in discesa: 400 m<br />
Difficoltà: impegnativo</p>
<p>Fondo: asfalto, strada sterrata e sentiero</p>
<p>È la tappa più impegnativa di tutto il percorso, sia per la lunghezza, sia per il dislivello, ma è anche quella più bella dal punto di vista paesaggistico: dalla Valle Spoletana e dalle colline di Spello si sale a valicare l’Appennino, attraverso zone coltivate, boschi e pascoli d’altura, per culminare nella palude di Colfiorito, che costituisce un’area di eccezionale interesse ambientale. La tappa attraversa il territorio meno antropizzato di tutta la Via Lauretana: ciò significa una buona percentuale di strade sterrate e sentieri, ma anche una minore possibilità di rifornimento. Lungo il percorso si incontrano numerosi luoghi di interesse: non sarà però facile trovarli aperti.<br />
Chi riparte da Spello ha da valicare le colline del versante destro della Valtopina, dove poi i due percorsi si unificano. Si risale quindi la valle del Menotre, che termina con la ripida ascesa all’abitato di Pale. Si continua quindi a risalire lungo il tracciato più antico della Via Lauretana, che attraversa Sostino e giunge a scoprire la piana di Colfiorito dall’alto delle colline del versante occidentale. Invece di scendere subito al piano, si prosegue per il crinale di Forcatura e si arriva a Colfiorito costeggiando l’importante area umida d’altura.</p>
<p>PER I CICLISTI. La tappa presenta un paio di criticità. Il tratto di sentiero tra Altolina e Pale (punti 21-22) è punteggiato di gradonate e strettoie, risultando inadatto al transito in bici; meglio aggirarlo prendendo la mulattiera che dal piazzale (21) sulla sinistra conduce al di sopra dell’area della cascata (la strada è riportata in mappa). Più avanti, il sentiero tra la Madonna di Ricciano e la sella ai piedi del monte Palarne (punti 31-33) in caso di piogge abbondanti diventa fangoso, rendendo faticosa la percorrenza. In tal caso si suggerisce di proseguire dal punto 30 lungo la strada principale, fino a raggiungere la statale, percorrendo su asfalto gli ultimi quattro chilometri fino a Colfiorito.</p>
<p>Segnaletica: da Spello (1) al Camping Umbria (5) si incontrano i segnavia gialloblu della Via di Francesco; di lì si seguono fino a Colfiorito i segnavia biancorossi della Via Lauretana (siglati “VF”). Tutto il percorso da Foligno è invece segnato dalle banderine biancorosse riportanti la sigla “CFM” del Cammino Francescano della Marca. I due percorsi divergono tra Vescia e Belfiore (tra i punti 18 e 20), tra Ponte Santa Lucia e Sostino (tra i punti25 e 26) e in prosismità di Colfiorito (tra i punti 30 e35).</p>
<p><strong>Percorso da Spello </strong><br />
Da piazza Matteotti e dalla chiesa di Santa Maria Maggiore (1 – km 0,000) si prende in discesa via Cavour e quindi via Consolare, fino a raggiungere la monumentale porta Consolare romana (2), attraverso la quale (o attraverso la porta più recente sulla sinistra) si esce dal perimetro delle mura. Si prosegue subito a sinistra, lungo le mura, per via Sant’Anna. All’inizio la strada è lastricata in pietra; dopo circa 200 metri (superata la chiesetta di sant’Anna) curva a destra, per incrociare poco dopo via Schicchi Fagotti (3). Si avanza diritti percorrendo tutta via Brodolini. All’incrocio con via Prato (4), dove sorge una piccola chiesa campestre, si procede diritti lungo via Spineto. Oltrepassato sulla destra un maneggio, si incontra un trivio (5- km 2,140), in corrispondenza del Camping Umbria (oggi chiuso). Si prosegue a sinistra in direzione est, imboccando via San Fortunato. Dopo circa 500 metri, si svolta a 90° a destra, subito prima di una casa colonica rossa (6); quindi la strada, oltrepassata una graziosa chiesa campestre e divenuta sterrata, curva a gomito a sinistra mentre inizia sempre più a salire. In meno di un chilometro ci si immette in via Santa Caterina (7), sempre su fondo sterrato. La si segue a destra per circa 500 metri, fino all’incrocio con la strada asfaltata che sale da San Sebastiano (8 – km 4,100). La si imbocca in discesa a destra. Circa 100 metri dopo, si prende a sinistra una stretta strada in salita (9), costeggiando a sinistra una vistosa costruzione rossa. Giunti all’abitato di Treggio, si attraversa tutto il piccolo centro. Percorsi circa 200 metri, giunti al “castello” (trasformato in residenza) si imbocca a destra (10) una mulattiera in salita, inizialmente asfaltata, che poco dopo inizia a scendere ripidamente. Dopo circa 200 metri si incontra un quadrivio (11 – km 5,190): bisogna girare a sinistra, in direzione est (dove sorge un rudere). La strada sterrata conduce dopo 500 metri a un gruppo di case coloniche (12), che bisogna attraversare (senza farsi ingannare dalla strada che passa a sinistra verso monte). La strada, asfaltata, prosegue in costa per meno di 400 metri, poi discende rapidamente verso destra fino alla SS 3 Flaminia, che si attraversa (13 – km 6,190) in corrispondenza dell’accesso all’abitato di San Giovanni Profiamma (fare molta attenzione!). In meno di 100 metri si raggiunge la via centrale del paese (via Brunelleschi), che si imbocca a sinistra (una corta deviazione sulla destra conduce alla notevole chiesa di San Giovanni Profiamma e all’adiacente area archeologica). La si percorre per una cinquantina di metri, quindi si scende a destra (14) per via Amedei, in direzione del campo sportivo. Proseguendo diritti per circa 250 metri, si giunge a un bivio a T (15 km 6,620), in corrispondenza di una casa colonica bianca, dove ci si riunisce al percorso proveniente da Foligno.</p>
<p><strong>Percorso da Foligno</strong><br />
Da piazza della Repubblica (38 – km 0,000) si prende via XX Settembre, che conduce in breve alla chiesa di San Giacomo e all’antico ponte sul fiume Topino (39). Subito dopo il ponte, si prende a sinistra una breve discesa che immette nel sentiero che corre lungo l’argine del fiume. Si volta a sinistra, si passa sotto il ponte e si percorre il sentiero nel prato. Ben presto occorre risalire a sinistra in viale IV Novembre (40). Lo si segue a destra per poco più di cento metri. Mentre la strada principale svolta a destra, oltrepassando il Topino su un ponte in mattoni, si prosegue diritti per via Lazio (41 – km 0,780) e via Lombardia passando sotto la linea ferroviaria. Si prosegue quindi diritti, su una stretta strada che corre lungo l’argine. All’incrocio con via Veneto, la strada diventa sterrata. Dopo circa 300 metri, inizia la pista ciclabile del Parco fluviale Hoffmann (si prosegue sempre sull’argine), fino al ponte pedonale (42). Si prosegue ancora sull’argine per circa 400 metri: in vista del ponte della SS 3 Flaminia (43 – km 2,500), in corrispondenza di una strada sterrata che si immette da sinistra, bisogna scendere dall’argine a destra sul lungo fiume, seguendo quindi a sinistra una traccia di sentiero che conduce a passare sotto i due ponti della statale. Al di là di essi, dopo meno di centro metri, al bivio (44) si prosegue per la strada sterrata che procede in direzione nord-est. Dopo circa 800 metri, in corrispondenza di una piccola edicola (45 – km 3,470), la sterrata immette in via Allegri, che si segue a destra. Dopo quasi 400 metri, subito dopo il civico 11 (46), si scende a destra per una piccola strada, che ben presto diventa uno stretto sentiero sul bordo di un minuscolo canale. Percorso il sentiero per un centinaio di metri, si prosegue su sterrata e poi su asfalto, fino al bivio con il casolare bianco (15 km 4,210), dove ci si congiunge con il percorso che viene da Spello.<br />
<strong><br />
C. Percorso comune </strong><br />
Al bivio (15 – km 6,620) si procede in direzione nord-est, seguendo il percorso principale per circa 650 metri, fino a immettersi in via Bramante (16), che si imbocca a destra. Si prosegue per via Scanzano, arrivando allo stretto ponte sul fiume Topino (17 – km 7,430). Passato il ponte, si prosegue diritti attraversando il vecchio abitato di Vescia, subito dopo il quale si incontra il passaggio a livello (18) della linea Foligno-Ancona. Si prosegue sempre per via Scanzano fino a incontrare la vecchia Flaminia (SP 449), che si segue a sinistra [il CFM devia invece a destra, per ricongiungersi nell’abitato di Belfiore]. Dopo circa 50 metri si gira a destra (19 – km 7,900), dopo una piccola chiesa dedicata alla Madonna, imboccando viale Innamorati. Si lascia sulla sinistra il bel complesso di San Nicolò di Guesia, arrivando ben presto alle prima case di Belfiore. Il paese si attraversa seguendo sempre la strada principale (via Innamorati, poi via Altolina). Circa 400 metri dopo la chiesa parrocchiale, all’uscita del paese, si incontra un bivio marcato da una croce (20). Si segue la piccola strada asfaltata a sinistra (sempre via Altolina), fino a giungere a un ampio piazzale sterrato (21 – km 10,300), dove inizia il sentiero in ripida salita che conduce a Pale. Il sentiero è attrezzato con gradoni, staccionate e punti di sosta/belvedere; non bisogna farsi ingannare dalle deviazioni, seguendo sempre il percorso principale, che si inerpica lungo la parete su cui è edificato il piccolo paese di Pale. In alternativa al sentiero, dal piazzale si prende sulla sinistra una sterrata, più lunga ma meno ripida (che si ricongiunge al punto 22). Giunti nell’abitato, bisogna uscire dalla porta verso monte (22), in piazza del Castello. Si prosegue brevemente per via Menotre, imboccando a sinistra, in corrispondenza dell’ultima casa verso monte, una piccola strada in salita (via del Sasso) (23), che aggira la costruzione e si trasforma in una mulattiera che costeggia i piedi della collina, giungendo in poco meno di un chilometro all’abitato di Ponte Santa Lucia. Al termine dello sterrato, si imbocca sulla sinistra una strada in salita (24), che conduce in poco più di centro metri a incrociare la strada asfaltata (25 – km 12,300) che sale a Sostino: la si prende in salita, seguendola per circa un chilometro. In corrispondenza della curva a destra del primo tornante (26), si procede diritti per una strada sterrata in salita, che conduce alla piazza di Sostino, dove sorge la chiesa parrocchiale (27 – km 14,000) dedicata a San Michele Arcangelo. Oltrepassata la chiesa, la strada sale ripidamente, attraversando tutto il paese. Usciti dall’abitato, si prosegue sulla via principale, evitando ogni deviazione a sinistra: si imbocca così la strada sterrata (28) che percorre il “piano delle strade” per circa tre chilometri e mezzo, inizialmente in pianura, poi in leggera salita. Oltrepassato un insediamento di casette di legno, si giunge a un incrocio marcato da una croce di ferro (29 – km 18,000): si prosegue diritti in salita, in direzione nord. La strada sterrata sale per circa un chilometro, poi discende dolcemente in direzione est. Al primo bivio, si prende a sinistra una strada in direzione nord (30),  che conduce in poco più di mezzo chilometro a incrociare la strada per Capodacqua. La si percorre a sinistra per 150 metri, fino a raggiungere la chiesetta della Madonna di Ricciano (31 – km 20,300). Lì si imbocca a destra una strada interpoderale che prosegue per circa 700 metri verso nord est; in corrispondenza di un bivio, si prende a sinistra, nella medesima direzione (è la strada con il fondo peggiore) (32). Si inizia quindi a salire, portandosi in poco più di 300 metri a una piccola sella boscosa sotto Monte Palarne (33 – km 21,600). Tra le numerose strade, si prende quella che sale a destra in direzione est, che costeggia il monte Palarne e conduce in meno di 2 chilometri all’abitato di Forcatura (34 – km 23,800). Lo si attraversa (passando nel paese); quindi si inizia a scendere seguendo sempre la strada asfaltata (possibile deviazione dopo 250 metri: una sterrata sulla destra consente di accorciare di un centinaio di metri). In corrispondenza del centro visitatori dell’Oasi di Colfiorito (ex mulino) (35), la strada asfaltata è fiancheggiata da un percorso pedonale delimitato da paletti in legno. Da Forcatura a Colfiorito ci sono circa 2 chilometri e mezzo. Raggiunta la strada statale, la si percorre verso sud (a destra) per meno di 100 metri, quindi si imbocca a sinistra via Adriatica (36) e si entra nell’abitato di Colfiorito. Dopo circa 650 metri, si raggiunge il complesso parrocchiale di Santa Maria Assunta (37 km 27,000), termine della tappa. </p>
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		<title>Terza tappa &#8211; Da Colfiorito a Muccia (Camerino)</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2016 08:18:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Via Lauretana]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Arrivo a Muccia Distanza: 18,1 km Tempo di percorrenza: 4 ore e 30 minuti Dislivello in salita: 350 m Dislivello in discesa: 660 m Difficoltà: media Fondo: asfalto e sterrato Arrivo a Camerino Distanza: 23 km Tempo di percorrenza: 6 ore Dislivello in salita: 600 m Dislivello in discesa: 640 m Difficoltà: media Fondo: asfalto ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.umbriafrancescosways.eu/itinerari/terza-tappa-da-colfiorito-a-muccia-camerino/">Terza tappa &#8211; Da Colfiorito a Muccia (Camerino)</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.umbriafrancescosways.eu">Il Cammino di San Francesco</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Arrivo a Muccia </strong><br />
Distanza: 18,1 km<br />
Tempo di percorrenza: 4 ore e 30 minuti<br />
Dislivello in salita: 350 m<br />
Dislivello in discesa: 660 m<br />
Difficoltà: media<br />
Fondo: asfalto e sterrato<br />
<strong><br />
Arrivo a Camerino</strong><br />
Distanza: 23 km<br />
Tempo di percorrenza: 6 ore<br />
Dislivello in salita: 600 m<br />
Dislivello in discesa: 640 m<br />
Difficoltà: media<br />
Fondo: asfalto e poco sterrato </p>
<p>La terza tappa, dopo l’attraversamento della piana di Colfiorito e la discesa nella parte alta della Valle del Chienti, segue due possibili percorsi, entrambi storici, della Via Lauretana: quello per Camerino, la cui frequentazione è stata più intensa negli anni dello splendore della signoria dei Varano.e quello per Muccia, che segue la classica direttrice della Valle di Chienti.<br />
 Il primo risale il versante sinistro della Valle di Chienti, scendendo quindi dolcemente verso la vallata di Camerino, caratterizzata da vasti pascoli. La salita al colle di Camerino si effettua per vie secondarie e poco trafficate; l’ingresso nella cittadina storica attraverso la rinascimentale porta di Malatesta è preludio alle attrattive di uno dei più interessanti centri storici delle Marche.<br />
Il secondo, per Muccia, si dipana in buona parte lungo la statale 77 (attenzione al traffico!), quindi prosegue con un itinerario molto oneroso in termini di dislivello, ma con il premio di una stupenda visuale della Val di Chienti dall’alto della Madonna di Collevento (tale itinerario è d’obbligo per chi intendesse pernottare all’eremo del Beato Rizzerio). </p>
<p>Segnaletica: i segnavia biancorossi sigliati “CFM” del Cammino Francescano della Marca si possono seguire da Colfiorito (1) al bivio per Fonte delle Mattinate(6); nel tratto dopo Serravalle (da 11 a 13) e nel percorso per la Madonna di Collevento (da 17 a 21). Nel resto dell’itinerario, come in tutta la strada per Camerino, la segnaletica è assente.</p>
<p>PER I CICLISTI. Nessuno degli itinerari proposti presenta particolari ostacoli o difficoltà alla percorrenza in Mtb o bici ibrida, eccezion fatta per il tratto di Gelagna Alta (tra i punti 13 e 25), e la discesa dalla Madonna di Collevento (tra i punti 18 e 19), entrambe da evitare. La scalinata per cui si accede al centro di Camerino (punto 30), va aggirata percorrendo la salita di via San Giacomo.  Naturalmente, in qualche tratto di statale e urbano occorre fare molta attenzione al traffico veicolare, soprattutto dove si debba procedere contromano.<br />
 <strong><br />
Percorso comune</strong><br />
Si snoda interamente su asfalto, percorrendo alcuni chilometri lungo la statale 77. Fino all’apertura del nuovo tratto Foligno-Muccia della quattro corsie (prevista per il 2015), la statale sarà caratterizzata da intenso traffico, per cui c’è bisogno di fare molta attenzione: successivamente, è prevedibile che il traffico si riduca quasi a zero, per cui si potrà transitare in tutta sicurezza.<br />
Si esce a destra dalla chiesa parrocchiale di Colfiorito (1 – km 0,000), proseguendo lungo la statale in direzione nord-est; percorsi un centinaio di metri, al termine del paese vecchio, si gira a destra per la strada provinciale 96 (2) (indicazioni stradali per Visso &#8211; Pieve Torina). Dopo circa 700 metri si oltrepassa il bivio per Cesi (3); mezzo chilometro dopo si giunge alla storica basilica di Plestia (4). Si prosegue lungo la strada provinciale, raggiungendo in poco più di un chilometro l’abitato di Taverne. Al bivio (5 – km 2,540), si abbandona la strada provinciale, per attraversare la parte antica del paese, lunga 300 metri. All’uscita del centro abitato ci si immette sulla provinciale 50, dove si prosegue sempre diritti per 3 chilometri fino all’incrocio con la statale 77, all’altezza di Fonte delle Mattinate (6 – km 5,980) [20 metri prima dell’incrocio il CFM devia a destra, per ricongiugersi dopo Serravalle]. Si percorre quindi la statale 77 (molto trafficata: fare attenzione!); dopo circa 700 metri si devia a destra (7) in discesa per una ripida strada asfaltata. Oltrepassati i resti delle mura della rocca dei Varano &#8211; che chiudeva completamente il passo &#8211; e un piccolo ponte, in meno di un chilometro si giunge sulla piazza della vecchia chiesa parrocchiale di Serravalle (8). Di lì si prosegue ancora lungo la statale 77: è un tratto assai stretto, per cui occorre procedere tenendo la sinistra, rasente ai muri. Dopo quasi 400 metri, si trova una provvidenziale deviazione a sinistra (9): una piccola via in salita (via Primo Maggio), che consente di percorrere un tratto della strada antica, attraverso il vecchio abitato: al termine della via occorre solamente attraversare la statale 77 (10 – km 8,050) per immettersi nella strada principale del borgo nuovo di Serravalle. Lo si attraversa per quasi un chilometro e mezzo; all’altezza di largo Aldo Moro preferire alla strada moderna quella più antica, a sinistra (via IV Novembre). All’altezza dell’incrocio con la statale 77, si prosegue diritti e subito dopo si scende a destra per una ripida rampa asfaltata (11 – km 9,480), che immette in un corto ponte sul Chienti e, subito a sinistra, in una stretta strada che costeggia il fiume e in 600 metri conduce al cimitero del paese (12). Oltrepassato il cimitero, si segue su una strada asfaltata, che dopo 400 metri passa sotto la quattro corsie e costeggia a sinistra tutto l’abitato di Bavareto per altri 600 metri, piegando infine a sinistra per passare il Chienti e immettere nella vecchia statale 77 (13 – km 11,000), che attraversa il paese [prima del ponte, il CFM devia a destra lungo il fiume, per ricongiungersi oltre Gelagna Bassa]. </p>
<p><strong>Percorso per Muccia</strong><br />
Usciti da Bavareto, si prende la statale a sinistra, raggiungendo in 800 metri il bivio con la strada provinciale 17 (14) che conduce a Camerino. Oltrepassato il bivio, si percorrono 450 metri fino al Ponte di Gelagna (15 – km 12,400). Di lì si segue sempre la strada asfaltata, oltrepassando dopo quasi un chilometro il bivio per Gelagna Bassa  (16) e raggiungendo, dopo un altro chilometro, il bivio per la Madonna di Collevento  (17 – km 14,400): una strada sterrata sulla sinistra conduce a un ponte di pietra sul Chienti. Attraversato il ponte [da qui si incontra di nuovo il CFM], si prosegue per una larga strada sterrata in salita: la si percorre, sempre salendo, per circa 2 chilometri, fino ad attraversare un’azienda agricola; dopo di che la strada diventa pianeggiante e conduce in poco più di 500 metri al santuario della Madonna di Collevento (18 – km 16,700). Dal piazzale della chiesa un sentiero scende ripidamente verso l’abitato di Muccia. Incrocia la strada asfaltata (via Fonte del Colle) in corrispondenza di un tornante (19); lì piega a destra per raggiungere la sottostante via Campo della Fiera e quindi via Varano (20). Si gira a sinistra e si raggiunge in poco più di 200 metri la chiesa parrocchiale di San Biagio (21 – km 18,100), termine della tappa.<br />
Se invece si vuole pernottare all’eremo del Beato Rizzerio, dal piazzale del santuario (18) si prende una strada asfaltata in leggera salita, che dopo circa 200 metri (quando si incontra la grande campana del santuario), inizia a scendere per circa un chilometro e mezzo, fino all’eremo (22 &#8211; km 18,600). Il giorno seguente, dall’eremo si prosegue in discesa lungo la strada principale (via Fonte del Colle), che si percorre per circa due chilometri, fino al tornante (19); lì si prosegue diritti per il percorso sopra descritto.</p>
<p><strong>Variante per la Statale 77</strong><br />
Oltrepassato il bivio per la Madonna di Collevento (17 &#8211; km 14,400), si raggiunge quindi, in circa 3 chilometri, l’abitato di Muccia. Si prende a sinistra via di Varano (20), attraversando un ponte in pietra. Proseguendo diritto, in 300 metri si raggiunge la chiesa parrocchiale di San Biagio (21 – km 17,500), termine della tappa.<br />
<strong><br />
Percorso per Camerino </strong><br />
La variante per Camerino si snoda quasi tutta lungo la strada provinciale 17, non molto trafficata, ma a tratti piuttosto stretta e tortuosa: l’attenzione è d’obbligo.<br />
Nell’abitato di Bavareto, subito dopo l’ingresso nella via principale (13 &#8211; km 11,000), si prende dalla parte opposta della strada una sterrata che risale una piccola valle per circa 500 metri. Si incontra quindi un bivio a destra (23), che immette in un sentiero di mezza costa nel bosco. Conduce, in poco più di 2 chilometri, all’abitato di Gelagna Alta (24 &#8211; km 14,000 ). Lo si attraversa tutto e si riscende quindi sulla strada provinciale 17, a circa 300 metri dalla località “Il Crocifisso” (25). Si prosegue in salita fino al valico, superato il quale, dopo 3 chilometri di discesa, si raggiunge l’abitato di Morro (26 &#8211; km 18,000). Di lì si continua a scendere lungo la provinciale, arrivando dopo circa 3 chilometri al bivio (27 – km 20,900) con la strada proveniente da Muccia. Si prosegue in direzione Camerino centro; dopo circa 200 metri si prende a sinistra via Madonna dei Giustiziati (28), che in 500 metri di salita conduce all’incrocio con viale Aldo Moro (29). Lo si attraversa in direzione Camerino centro: si riprende dopo una ventina di metri via Madonna dei Giustiziati poi, a destra, si segue una piccola strada in salita (riservata ai residenti) e la si percorre tutta, per circa 250 metri. Al termine si attraversa via Dante Alighieri e si imbocca subito a destra (30 – km 21,900) una stretta via in salita, che porta al parcheggio Malatesta. In meno di 100 metri, si incontra a sinistra una ripida scalinata, che conduce a porta Malatesta (31). Si percorre quindi via San Giacomo fino a piazza Umberto I. Si prosegue per via Pieragostini, quindi per la stretta via Varino Favorino, che conduce in poco più di 500 metri alla piazza della Cattedrale (32 km 23,000), termine della tappa.</p>
<p><strong>Variante su asfalto per Camerino</strong><br />
Dal bivio per Camerino (14) si percorre la strada provinciale 17, che procede in salita per circa 3 chilometri, raggiungendo la località “Il Crocifisso” (25).</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.umbriafrancescosways.eu/itinerari/terza-tappa-da-colfiorito-a-muccia-camerino/">Terza tappa &#8211; Da Colfiorito a Muccia (Camerino)</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.umbriafrancescosways.eu">Il Cammino di San Francesco</a>.</p>
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		<title>Quarta tappa &#8211; Da Muccia o da Camerino a Belforte del Chienti</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2016 08:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Via Lauretana]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Partenza da Muccia Distanza da: 24,7 km Tempo di percorrenza: 8 ore Dislivello in salita: 640 m Dislivello in discesa: 750 m Difficoltà: impegnativo Fondo: asfalto &#8211; sterrato Partenza da Camerino Distanza: 18 km Tempo di percorrenza da Camerino: 4,5 ore Dislivello in salita: 440 m Dislivello in discesa: 750 m Difficoltà: facile Fondo: asfalto ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Partenza da Muccia</strong><br />
Distanza da: 24,7 km<br />
Tempo di percorrenza: 8 ore<br />
Dislivello in salita: 640 m<br />
Dislivello in discesa: 750 m<br />
Difficoltà: impegnativo<br />
Fondo: asfalto &#8211; sterrato</p>
<p><strong>Partenza da Camerino </strong><br />
Distanza: 18 km<br />
Tempo di percorrenza da Camerino: 4,5 ore<br />
Dislivello in salita: 440 m<br />
Dislivello in discesa: 750 m<br />
Difficoltà: facile<br />
Fondo: asfalto</p>
<p>Anche la quarta tappa segue due possibili percorsi, entrambi storici, della Via Lauretana: da Muccia (con ampi tratti di sterrato) o da Camerino (interamente su asfalto).<br />
Partendo da Muccia, si segue per strade secondarie il versante destro della Valle del Chienti. Si attraversano campi coltivati e nuclei di case sparse, toccando luoghi importanti, come il convento di Pontelatrave e il castello di Beldiletto. Dove la valle si restringe, due sbarramenti artificiali hanno dato luogo ad altrettanti bacini: il lago di Polverina e quello di Caccamo. In mezzo sta la strettoia tra i monti Fiungo e Capolapiaggia. Si costeggia, su una larga strada asfaltata, la boscosa sponda destra del lago di Polverina; in corrispondenza della strettoia, da Valdiea si sale lungo le pendici del monte Fiungo, con un percorso marcatamente escursionistico; il lago di Caccamo si costeggia in quota, attraversando le pendici boscose per mulattiere e sentieri, fino a Pievefavera. Di lì si riscende e si raggiunge Belforte del Chienti, su asfalto. Nel complesso, una tappa impegnativa per l’altimetria e la varietà, che obbliga a prestare attenzione costante per non perdersi nel bosco.<br />
Da Valdiea, si può passare sull’altro lato della valle e proseguire lungo la statale 77, che in questo tratto è davvero poco trafficata.<br />
Partendo da Camerino, invece, discesi dal colle si risale il Fosso dei Cappuccini  verso Renacavata (in quel convento è nata la riforma cappuccina nel 1531). Si discende quindi attraverso il bosco verso la Valle del Pozzuolo e la chiesa romanica di Piedilapiaggia. Ci si immette nella statale 77, all’altezza di Bistocco. L’ultimo tratto di strada per Caccamo è interessato dal traffico pesante legato all’adiacente cava. Il percorso è interamente su asfalto, ma la scarsità di traffico, la vegetazione abbondante e la dovizia di panorami lo rendono assai piacevole. Le salite verso Capolapiaggia sono le uniche difficoltà della tappa. </p>
<p>PER I CICLISTI. Il percorso da Muccia presenta una certa difficoltà per la percorrenza in bici, soprattutto in caso di pioggia. Ci sono infatti, in pianura, alcuni tratti particolarmente fangosi  (tra i punti 4-5, 9-10 e l’intera variante “sentiero verde”). Nel tragitto tra Valdiea e Pievefavera, oltre ai dislivelli importanti, il problema del fondo stradale interessa i tratti tra i punti 14-16, 17-19 e 21-24. Ai ciclisti inesperti o poco allenati si consiglia comunque di optare, da Valdiea a Caccamo, per la variante su asfalto, più lunga ma molto più confortevole.<br />
Il percorso da Camerino non presenta, invece, alcuna difficoltà, nonostante l’altimetria.</p>
<p>Segnaletica: da Muccia (1) a Pievefavera (25) segnavia biancorossi del Cammino Francescano della Marca (siglati “CFM”); da lì in poi segnavia biancorossi della Via Lauretana (siglati “VF”).</p>
<p><strong>Percorso da Muccia</strong><br />
Dalla Chiesa parrocchiale (1 km &#8211; 0,000) si prende a sinistra via Varano, che termina in un ponte (2) che immette nella statale 77. La si attraversa e si imbocca la strada di fronte (via Giovanni XXIII). La si abbandona dopo meno di 300 metri, svoltando a sinistra (3) per la strada che fiancheggia il campo sportivo (via delle Piane; indicazione stradale per Giove). Si prosegue sempre lungo il tracciato principale per quasi 2 chilometri, traversando il nucleo abitato di Giove, fino a incrociare la strada statale 209 (4 – km 2,310). La si attraversa, imboccando una strada sterrata in direzione est che fiancheggia a destra la residenza “La Maddalena”: dopo poco più di un chilometro, si oltrepassa un fosso su un piccolo ponte (5) e si prosegue verso sinistra, raggiungendo in poco più di 200 metri il convento di Pontelatrave (6). Si prosegue diritti, giungendo in vista del Castello di Beldiletto. Oltrepassati il bivio per il castello e un piccolo ponte antico (7 &#8211; km 4,330), si prosegue a sinistra per la strada asfaltata che costeggia la riva destra del lago di Polverina (fiancheggiata a sinistra da una ciclabile in via di ultimazione). La si percorre per quasi 3 chilometri: all’altezza del bivio per Gallazzano (8 &#8211; km 7,380), si volta a sinistra per un sterrata, che conduce in 300 metri a incrociare la provinciale 98 (che collega Polverina a San Lorenzo in Colpolina). La si imbocca a sinistra, percorrendola per poco più di 50 metri: poco prima del ponte si scende a destra (9) nel sentiero del lungofiume (asinovia). Lo si segue per circa 1,2 chilometri, fino a quando immette (10 &#8211; km 9,030) nella strada che sale a San Giusto (la chiesa romanica vale una deviazione). Si prosegue fino al cimitero, passato il quale si prende a sinistra (11 &#8211; km 9,260) un sentiero che si inoltra nella vegetazione, conduce a valicare il fosso e porta su una sterrata (12) che si prende a sinistra in direzione ovest. Si giunge quindi a un trivio, e si imbocca a destra la strada sterrata (13) che porta verso nord. In poco più di un chilometro si giunge ai piedi di Valdiea (14 &#8211; km 11,500). Si attraversa tutto il paese in salita, fino alla chiesa parrocchiale, posta alla sommità dell’edificato. La strada principale prosegue diritta, in direzione est; si prende invece a sinistra una mulattiera (15), verso nord, che sale ripidamente e si restringe in sentiero. Dopo circa 500 metri si incontra un bivio (16): bisogna imboccare il sentiero più piccolo, che scende a sinistra. Al termine della discesa, al bivio prendere a destra: il sentiero prosegue in costa a quota costante per circa un chilometro. Evitare una prima deviazione a sinistra in discesa; quindi evitare un bivio a destra. Al termine del sentiero, all’altezza di un tornante (17 &#8211; km 13,200), ci si immette nell’ampia strada sterrata che dal fondovalle sale a Fiungo. Dopo quasi un chilometro e mezzo di salita, si giunge all’abitato di Fiungo (18), che si costeggia tenendolo sulla destra, percorrendo una mulattiera in direzione nord-est. Al termine del paese la strada si restringe (seguire la traccia con attenzione per 200 metri) ed entra nel bosco, a sinistra, prima in costa e poi scendendo, per quasi 2 chilometri. Al termine della discesa si incontra un bivio con il tornante di una mulattiera (19): si prende a destra, tenendosi in costa. Si raggiunge quindi in poco più di 500 metri il piccolo santuario della Madonna del Sasso (20). Dalla chiesetta, una comoda strada sterrata (non svoltare mai a sinistra) conduce in circa un chilometro al paese de La Valle (21 &#8211; km 17,500). Dalla piazza del paese si scende verso l’abitato di Colle. Dopo meno di 100 metri (prima di raggiungere Colle), in corrispondenza di un grande cipresso, si incontra a destra una ripida strada sterrata (22) che entra in un oliveto. Il percorso da seguire è più che altro una traccia, che a volte si legge a fatica tra le pietre: fare quindi attenzione. Si procede per circa 100 metri sempre in costa, mantenendo la quota. Si costeggia un primo boschetto di querce, tenendolo sulla destra; qui la strada è molto evidente. Dopo pochi metri si costeggia un secondo &#8211; più ampio &#8211;  querceto, con fitto sottobosco. Subito dopo la traccia quasi scompare tra i sassi: occorre scendere leggermente, puntando verso una piccola quercia isolata che svetta tra gli olivi. Raggiunto l’albero, si prosegue diritto per circa 50 metri: già si scorge, al limitare del bosco, l’inizio della mulattiera (23 &#8211; km 18,100). Si procede quasi sempre in leggera salita, su fondo pietroso, per poco più di mezzo chilometro; ci si immette quindi (24) a sinistra in un sentiero che scende ripidamente, per raggiungere in 400 metri (25) la strada sterrata che sale a Pievefavera. La si segue per circa 400 metri senza deviare: termina in corrispondenza di un tornante (26 &#8211; km 19,500) della strada asfaltata che costeggia le mura del paese [qui il CFM sale a destra verso il paese alto, per poi abbandonare la Valle di Chienti]. La si imbocca a sinistra in discesa per circa 300 metri (c’è anche un tratto pavimentato a sampietrini), imboccando quindi a sinistra una ripida strada sterrata (27), che conduce in poco più di mezzo chilometro al bivio con la strada asfaltata che scende dal paese (28 &#8211; km 20,400). Si prosegue in direzione est, per 300 metri, fino a una curva a sinistra (29) in corrispondenza di un piazzale con una chiesetta campestre (è la chiesa del cimitero). Si prosegue per quasi 500 metri, in leggera discesa, immettendosi (30) nella strada che conduce a Caldarola. Si volta a sinistra, attraversando quasi subito un ponte sul Chienti. Oltrepassato il ponte, si volta subito a destra (31) in via Rossini (parallela alla statale 77), percorrendola tutta fino al bivio con la statale (32 &#8211; km 21,700). Si prosegue sul lato destro utilizzando un comodo marciapiede, che termina dopo 300 metri, ma quasi subito si incontra sulla destra una strada parallela (via Mattei), che consente di evitare 400 metri di statale. Via Mattei termina all’altezza dello svincolo della quattro corsie (33). Ora è bene attraversare e tenere la sinistra. Si prosegue per circa 700 metri (passando sotto la quattro corsie), fino al bivio per Belforte (34 &#8211; km 22,900), a sinistra (indicazioni turistiche per la chiesa di Sant’Eustachio). Dopo il bivio, la strada piega a destra e inizia a salire ripidamente. Si segue per più di un chilometro e mezzo sempre la strada di crinale, che dopo un bivio termina di salire e raggiunge in breve la porta occidentale delle mura di Belforte del Chienti (35). Percorrendo la strada principale, si raggiunge in 100 metri la chiesa di Sant’Eustachio (36 &#8211; km 24,700), termine della tappa.<br />
<strong><br />
Variante sentiero verde</strong><br />
Se non si vuole seguire la strada che costeggia il lago di Polverina, si può percorrere il sentiero pedonale (sentiero verde) del lungolago, che si imbocca circa 500 metri dopo il bivio (7) e confluisce di nuovo sulla strada dopo quasi un chilometro e mezzo. </p>
<p><strong>Variante statale 77</strong><br />
Al bivio per Valdiea (11 – 11,500) non si sale all’abitato, ma si prosegue a sinistra, raggiungendo in quasi 800 metri (attraversata la rotonda che immette nella quattro corsie: attenzione!) la statale 77 (47), che si imbocca a destra, sempre verso nord (indicazione stradali per Camerino). La strada &#8211; pressoché deserta &#8211; prosegue per 5 chilometri e mezzo, superando le frazioni di Sfercia e Campolarzo fino al bivio per Piedilapiaggia (44 – km 6,220). Da questo punto il percorso coincide con quello da Camerino.</p>
<p><strong>Percorso da Camerino</strong><br />
Dalla cattedrale (37 &#8211; km 0,000) si prendono via Giacomo Venezian e via Roma, che scende con una rampa pedonale in via Ridolfini. La si prende a destra, proseguendo per via Antinori, che conduce alla piazza e alla bella chiesa di San Venanzo (38). Si prende a sinistra in discesa per via Farnese, che oltrepassa la porta di San Giovanni e immette infine in via Le Mosse. Si prosegue in discesa per 300 metri fino a una rotonda (39) con al centro una piccola piramide di ferro. Si continua diritti fino a raggiungere, in quasi un chilometro, un’altra rotonda (40 &#8211; km 2,030). Si prende a destra la strada provinciale 18 (indicazioni stradali per SS77 e Capolapiaggia). La si percorre per circa 800 metri, fino a giungere al bivio (a sinistra) per il convento di Renacavata (41), che vale senz’altro una breve deviazione dal percorso. Si prosegue in salita per altri 500 metri, quindi si procede in leggera discesa verso l’abitato di Capolapiaggia (ignorando alcuni incroci). Prima del paese si incontra a sinistra il bivio (42 &#8211; km 4,300) per Piedilapiaggia (indicazione stradale e turistica). La strada, chiusa al traffico veicolare, scende per quasi 2 chilometri e mezzo, fino alla deviazione (sulla destra) (43) per il piccolo complesso ospitaliero della Madonna di Piedilapiaggia, che rimane un centinaio di metri a sinistra del percorso. Si prosegue, sempre per la strada asfaltata, per quasi 3 chilometri, passando sul versante sinistro della piccola valle. La strada termina poco prima dell’abitato di Bistocco, immettendo nella statale 77, che si imbocca a sinistra (44 &#8211; km 9,360). Si prosegue ancora, superando l’abitato di Bistocco e raggiungendo Valcimarra. Quasi al termine del paese, dopo un chilometro, a destra c’è il bivio (45 – km 10,700) che conduce verso Pievefavera (indicazioni turistiche per Madonna del Sasso). Si scende a destra verso il sottopasso della quattro corsie; si risale a sinistra verso il bivio per la Madonna del Sasso e Colle (46), che si raggiunge in meno di 400 metri. Si prosegue per 2 chilometri e mezzo lungo la strada che costeggia il lago, fino a giungere al bivio con la strada che proviene da Pievefavera (28 – km 13,600), riprendendo quindi il percorso principale.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.umbriafrancescosways.eu/itinerari/quarta-tappa-da-muccia-o-da-camerino-a-belforte-del-chienti/">Quarta tappa &#8211; Da Muccia o da Camerino a Belforte del Chienti</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.umbriafrancescosways.eu">Il Cammino di San Francesco</a>.</p>
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