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	<title>Il Cammino di San Francesco &#187; Via Lauretana</title>
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	<description>Tutto sul Cammino di San Francesco - Francesco&#039; s Ways</description>
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		<title>Prima tappa &#8211; Da Assisi a Spello (Foligno)</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2016 08:35:23 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Via Lauretana]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Arrivo a Spello Distanza: 13,5 km Tempo di percorrenza: 3 ore e 30 minuti Dislivello in salita: 340 m Dislivello in discesa: 450 m Difficoltà: facile Arrivo a Foligno Distanza: 19,4 km Dislivello in salita: 400 m Dislivello in discesa: 530 m Tempo di percorrenza: 5 ore Difficoltà: facile Fondo: asfalto e strada sterrata Tappa ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Arrivo a Spello</strong><br />
Distanza: 13,5 km<br />
Tempo di percorrenza: 3 ore e 30 minuti<br />
Dislivello in salita: 340 m<br />
Dislivello in discesa: 450 m<br />
Difficoltà: facile</p>
<p><strong>Arrivo a Foligno</strong><br />
Distanza: 19,4 km<br />
Dislivello in salita: 400 m<br />
Dislivello in discesa: 530 m<br />
Tempo di percorrenza: 5 ore<br />
Difficoltà: facile</p>
<p>Fondo: asfalto e strada sterrata </p>
<p>Tappa piuttosto facile, perché la distanza da percorrere non è eccessiva (soprattutto se ci si ferma a Spello), e i dislivelli non sono troppo pronunciati. Assisi merita non solo di essere attraversata, ma di essere “vissuta”: non potendo fermarsi una giornata, suggeriamo di riservare alla tappa il pomeriggio (arrivando sino a Spello) e di dedicare la mattinata a visitare luoghi più significativi della “città serafica”. L’itinerario è assai piacevole: il cammino lungo la costa del Monte Subasio, tra bosco ceduo e uliveti, offre bellissime visuali della pianura sottostante ed è ricco di fonti. L’arrivo a Spello, dall’alto, regala una bella veduta della città. Chi prosegue fino a Foligno, aggiunge alla giornata una tranquilla camminata in pianura. Le cittadine di Spello e Foligno sono ricche di memorie storiche, artistiche e religiose.<br />
<strong><br />
PER I CICLISTI.</strong> La tappa non presenta alcuna controindicazione per la percorrenza in mountain bike o bici ibrida. Tra i punti 8 e 10 c’è un tratto di strada dal fondo sassoso, sdrucciolevole in discesa e con poca aderenza in salita, soprattutto in caso di pioggia. Si trovano poi, in tutti i centri abitati, brevi tratti di strada urbana che si devono percorrere contromano: fare attenzione.</p>
<p>Segnaletica: per tutto il percorso e per entrambi i punti di arrivo si possono seguire i segnavia gialloblu della Via di Francesco. Sono utili anche quelli biancorossi del Cammino francescano della Marca (siglati CFM, che però segue per brevi tratti percorsi diversi (tra i punti 9 e 12 e nei centri storici di Spello e Foligno).</p>
<p>Dalla Basilica di San Francesco (1 – km 0,000 ) si sale lungo via San Francesco e via Portica, fino alla piazza del comune (2). Attraverso corso Mazzini si giunge in via Santa Chiara e si continua per via Borgo Aretino e via Properzio, fino a uscire dalle mura antiche attraverso porta Nuova. Si prosegue in lieve discesa per via Madonna dell’Olivo; si attraversa quindi una rotonda (3), continuando diritti in direzione Viole (sud-est). Dopo circa 200 metri, si incontra sulla sinistra via San Benedetto, che inizia in forte salita in corrispondenza di un’edicola (4 &#8211; km 1,720) contenente una piccola grotta di Lourdes. Si percorre via San Benedetto per circa due chilometri e mezzo, fino alla strada (5) che risale il Subasio verso l’abbazia di San Benedetto: la si lascia sulla sinistra per proseguire in costa lungo via Fosso delle Carceri e via Borghettaccio. Si percorre, sempre in costa, via Fonte l’Abate, che diventa sterrata. Dopo circa due chilometri, in corrispondenza del vocabolo Satriano (poche case) si incontra a destra il bivio (6 – km 7,160) per Capodacqua (via Gabbiano: curva a gomito a destra in discesa). Percorsi circa 150 metri, si svolta in un’altra curva a gomito, ma a sinistra (7), imboccando una strada poderale sterrata in forte discesa. La si segue fino al gruppo di case detto “La Castellazza” (8), dove si prende a sinistra una piccola sterrata in discesa, che attraversa il fosso Renaro (9) e conduce all’omonimo abitato di poche case. Attenzione a non seguire il sentiero lungo il corso del fosso! Si prosegue in discesa sempre lungo la strada principale (via Renaro), in asfalto [lungo Via Renaro il CFM devia a sinistra, per ricongiungersi in via degli Ulivi]. Dopo circa 500 metri, quando la strada asfaltata scende decisamente a destra, si prosegue diritti in discesa per una piccola strada sterrata (10), che in 200 metri conduce alla via degli Ulivi (11 – km 8,840), stretta strada in asfalto, che si imbocca a sinistra (attenzione a evitare la strada sulla destra che porta al piano); essa conduce in quattro chilometri all’abitato di Spello. Al termine di via degli Ulivi (12 – km 11,900) si prende a sinistra via Poeta, che conduce alle porte del paese. Si entra in Spello da porta Montanara (13). Superata la piazza sita alle spalle della porta della città (piazza Vallegloria), si imbocca a sinistra piazza Gramsci [qui il CFM devia a destra, per ricongiungersi più avanti] e quindi la centrale via Giulia (14), che termina immettendo a sinistra in via Garibaldi. Si seguita a scendere, lasciandosi a sinistra la chiesa di San Lorenzo, per raggiungere lo slargo di piazza della Repubblica (15), dove sorge il palazzo comunale di Spello. Si continua a scendere lungo via Cavour, raggiungendo in breve piazza Matteotti e la chiesa di Santa Maria Maggiore (16 km 13,500), punto di arrivo della tappa, per chi si ferma a Spello.  </p>
<p><strong>Prosecuzione della tappa fino a Foligno</strong><br />
Per raggiungere Foligno, da piazza Matteotti si prosegue in discesa lungo via Cavour e quindi via Consolare, fino a raggiungere la monumentale porta Consolare romana (17), attraverso la quale (o attraverso la porta più recente sulla sinistra) si esce dal perimetro delle mura.<br />
Si prosegue subito a sinistra, lungo le mura, per via Sant’Anna. All’inizio la via è lastricata in pietra; dopo circa 200 metri (superata la chiesetta di sant’Anna) si curva a destra, per incrociare poco dopo via Schicchi Fagotti (18). Si avanza diritti percorrendo tutta via Brodolini. All’incrocio con via Prato (19), dove sorge una piccola chiesa campestre, si procede diritti lungo via Spineto. Oltrepassato sulla destra un maneggio, si incontra un trivio (20 – km 15,300), in corrispondenza del Camping Umbria (oggi chiuso). Si prosegue diritti in direzione sud, percorrendo un lungo rettilineo di circa 1,2 km. Al termine si attraversa via San Cristoforo (21) e si imbocca quasi dirimpetto una piccola via a senso unico (via Spineto), che conduce al sottopasso della SS 75 (22). All’uscita del sottopasso si prosegue a sinistra, sempre lungo via Spineto. Dopo 500 metri, oltrepassato il passaggio a livello, ci si immette in viale Firenze (23 – km 16,700), dove occorre prestare attenzione all’intenso traffico. La si segue a sinistra per circa 750 metri, giungendo alla grande rotonda con al centro la piccola chiesa di Santa Maria di Fiammenga (24), costruita lungo l’antica Via Flaminia. Si prosegue diritti per quasi 1 chilometro, sempre lungo viale Firenze (c’è una sicura ciclabile sul lato destro), fino a giungere al ponte sul Topino (25 – km 19,000) e alle mura della città. Oltrepassato il ponte, si incontra a sinistra la chiesa di San Giacomo. Si prende quindi a destra via XX settembre [il CFM invece prosegue diritto, verso l’Ostello Pierantoni], raggiungendo in breve piazza della Repubblica e la cattedrale di San Feliciano (26 – km 19,400), punto di arrivo della tappa.</p>
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		<title>Seconda tappa &#8211; Da Spello a Colfiorito</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2016 08:21:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Via Lauretana]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Partenza da Spello Distanza: km 27 Tempo di percorrenza: 8 ore e 30 minuti Dislivello in salita: 1.080 m Dislivello in discesa: 580 m Difficoltà: molto impegnativo Partenza da Foligno Distanza: km 24,6 Tempo di percorrenza: 8 ore Dislivello in salita: 920 m Dislivello in discesa: 400 m Difficoltà: impegnativo Fondo: asfalto, strada sterrata e ...</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><br />
Partenza da Spello</strong><br />
Distanza: km 27<br />
Tempo di percorrenza: 8 ore e 30 minuti<br />
Dislivello in salita: 1.080 m<br />
Dislivello in discesa: 580 m<br />
Difficoltà: molto impegnativo</p>
<p><strong>Partenza da Foligno</strong><br />
Distanza: km 24,6<br />
Tempo di percorrenza: 8 ore<br />
Dislivello in salita: 920 m<br />
Dislivello in discesa: 400 m<br />
Difficoltà: impegnativo</p>
<p>Fondo: asfalto, strada sterrata e sentiero</p>
<p>È la tappa più impegnativa di tutto il percorso, sia per la lunghezza, sia per il dislivello, ma è anche quella più bella dal punto di vista paesaggistico: dalla Valle Spoletana e dalle colline di Spello si sale a valicare l’Appennino, attraverso zone coltivate, boschi e pascoli d’altura, per culminare nella palude di Colfiorito, che costituisce un’area di eccezionale interesse ambientale. La tappa attraversa il territorio meno antropizzato di tutta la Via Lauretana: ciò significa una buona percentuale di strade sterrate e sentieri, ma anche una minore possibilità di rifornimento. Lungo il percorso si incontrano numerosi luoghi di interesse: non sarà però facile trovarli aperti.<br />
Chi riparte da Spello ha da valicare le colline del versante destro della Valtopina, dove poi i due percorsi si unificano. Si risale quindi la valle del Menotre, che termina con la ripida ascesa all’abitato di Pale. Si continua quindi a risalire lungo il tracciato più antico della Via Lauretana, che attraversa Sostino e giunge a scoprire la piana di Colfiorito dall’alto delle colline del versante occidentale. Invece di scendere subito al piano, si prosegue per il crinale di Forcatura e si arriva a Colfiorito costeggiando l’importante area umida d’altura.</p>
<p>PER I CICLISTI. La tappa presenta un paio di criticità. Il tratto di sentiero tra Altolina e Pale (punti 21-22) è punteggiato di gradonate e strettoie, risultando inadatto al transito in bici; meglio aggirarlo prendendo la mulattiera che dal piazzale (21) sulla sinistra conduce al di sopra dell’area della cascata (la strada è riportata in mappa). Più avanti, il sentiero tra la Madonna di Ricciano e la sella ai piedi del monte Palarne (punti 31-33) in caso di piogge abbondanti diventa fangoso, rendendo faticosa la percorrenza. In tal caso si suggerisce di proseguire dal punto 30 lungo la strada principale, fino a raggiungere la statale, percorrendo su asfalto gli ultimi quattro chilometri fino a Colfiorito.</p>
<p>Segnaletica: da Spello (1) al Camping Umbria (5) si incontrano i segnavia gialloblu della Via di Francesco; di lì si seguono fino a Colfiorito i segnavia biancorossi della Via Lauretana (siglati “VF”). Tutto il percorso da Foligno è invece segnato dalle banderine biancorosse riportanti la sigla “CFM” del Cammino Francescano della Marca. I due percorsi divergono tra Vescia e Belfiore (tra i punti 18 e 20), tra Ponte Santa Lucia e Sostino (tra i punti25 e 26) e in prosismità di Colfiorito (tra i punti 30 e35).</p>
<p><strong>Percorso da Spello </strong><br />
Da piazza Matteotti e dalla chiesa di Santa Maria Maggiore (1 – km 0,000) si prende in discesa via Cavour e quindi via Consolare, fino a raggiungere la monumentale porta Consolare romana (2), attraverso la quale (o attraverso la porta più recente sulla sinistra) si esce dal perimetro delle mura. Si prosegue subito a sinistra, lungo le mura, per via Sant’Anna. All’inizio la strada è lastricata in pietra; dopo circa 200 metri (superata la chiesetta di sant’Anna) curva a destra, per incrociare poco dopo via Schicchi Fagotti (3). Si avanza diritti percorrendo tutta via Brodolini. All’incrocio con via Prato (4), dove sorge una piccola chiesa campestre, si procede diritti lungo via Spineto. Oltrepassato sulla destra un maneggio, si incontra un trivio (5- km 2,140), in corrispondenza del Camping Umbria (oggi chiuso). Si prosegue a sinistra in direzione est, imboccando via San Fortunato. Dopo circa 500 metri, si svolta a 90° a destra, subito prima di una casa colonica rossa (6); quindi la strada, oltrepassata una graziosa chiesa campestre e divenuta sterrata, curva a gomito a sinistra mentre inizia sempre più a salire. In meno di un chilometro ci si immette in via Santa Caterina (7), sempre su fondo sterrato. La si segue a destra per circa 500 metri, fino all’incrocio con la strada asfaltata che sale da San Sebastiano (8 – km 4,100). La si imbocca in discesa a destra. Circa 100 metri dopo, si prende a sinistra una stretta strada in salita (9), costeggiando a sinistra una vistosa costruzione rossa. Giunti all’abitato di Treggio, si attraversa tutto il piccolo centro. Percorsi circa 200 metri, giunti al “castello” (trasformato in residenza) si imbocca a destra (10) una mulattiera in salita, inizialmente asfaltata, che poco dopo inizia a scendere ripidamente. Dopo circa 200 metri si incontra un quadrivio (11 – km 5,190): bisogna girare a sinistra, in direzione est (dove sorge un rudere). La strada sterrata conduce dopo 500 metri a un gruppo di case coloniche (12), che bisogna attraversare (senza farsi ingannare dalla strada che passa a sinistra verso monte). La strada, asfaltata, prosegue in costa per meno di 400 metri, poi discende rapidamente verso destra fino alla SS 3 Flaminia, che si attraversa (13 – km 6,190) in corrispondenza dell’accesso all’abitato di San Giovanni Profiamma (fare molta attenzione!). In meno di 100 metri si raggiunge la via centrale del paese (via Brunelleschi), che si imbocca a sinistra (una corta deviazione sulla destra conduce alla notevole chiesa di San Giovanni Profiamma e all’adiacente area archeologica). La si percorre per una cinquantina di metri, quindi si scende a destra (14) per via Amedei, in direzione del campo sportivo. Proseguendo diritti per circa 250 metri, si giunge a un bivio a T (15 km 6,620), in corrispondenza di una casa colonica bianca, dove ci si riunisce al percorso proveniente da Foligno.</p>
<p><strong>Percorso da Foligno</strong><br />
Da piazza della Repubblica (38 – km 0,000) si prende via XX Settembre, che conduce in breve alla chiesa di San Giacomo e all’antico ponte sul fiume Topino (39). Subito dopo il ponte, si prende a sinistra una breve discesa che immette nel sentiero che corre lungo l’argine del fiume. Si volta a sinistra, si passa sotto il ponte e si percorre il sentiero nel prato. Ben presto occorre risalire a sinistra in viale IV Novembre (40). Lo si segue a destra per poco più di cento metri. Mentre la strada principale svolta a destra, oltrepassando il Topino su un ponte in mattoni, si prosegue diritti per via Lazio (41 – km 0,780) e via Lombardia passando sotto la linea ferroviaria. Si prosegue quindi diritti, su una stretta strada che corre lungo l’argine. All’incrocio con via Veneto, la strada diventa sterrata. Dopo circa 300 metri, inizia la pista ciclabile del Parco fluviale Hoffmann (si prosegue sempre sull’argine), fino al ponte pedonale (42). Si prosegue ancora sull’argine per circa 400 metri: in vista del ponte della SS 3 Flaminia (43 – km 2,500), in corrispondenza di una strada sterrata che si immette da sinistra, bisogna scendere dall’argine a destra sul lungo fiume, seguendo quindi a sinistra una traccia di sentiero che conduce a passare sotto i due ponti della statale. Al di là di essi, dopo meno di centro metri, al bivio (44) si prosegue per la strada sterrata che procede in direzione nord-est. Dopo circa 800 metri, in corrispondenza di una piccola edicola (45 – km 3,470), la sterrata immette in via Allegri, che si segue a destra. Dopo quasi 400 metri, subito dopo il civico 11 (46), si scende a destra per una piccola strada, che ben presto diventa uno stretto sentiero sul bordo di un minuscolo canale. Percorso il sentiero per un centinaio di metri, si prosegue su sterrata e poi su asfalto, fino al bivio con il casolare bianco (15 km 4,210), dove ci si congiunge con il percorso che viene da Spello.<br />
<strong><br />
C. Percorso comune </strong><br />
Al bivio (15 – km 6,620) si procede in direzione nord-est, seguendo il percorso principale per circa 650 metri, fino a immettersi in via Bramante (16), che si imbocca a destra. Si prosegue per via Scanzano, arrivando allo stretto ponte sul fiume Topino (17 – km 7,430). Passato il ponte, si prosegue diritti attraversando il vecchio abitato di Vescia, subito dopo il quale si incontra il passaggio a livello (18) della linea Foligno-Ancona. Si prosegue sempre per via Scanzano fino a incontrare la vecchia Flaminia (SP 449), che si segue a sinistra [il CFM devia invece a destra, per ricongiungersi nell’abitato di Belfiore]. Dopo circa 50 metri si gira a destra (19 – km 7,900), dopo una piccola chiesa dedicata alla Madonna, imboccando viale Innamorati. Si lascia sulla sinistra il bel complesso di San Nicolò di Guesia, arrivando ben presto alle prima case di Belfiore. Il paese si attraversa seguendo sempre la strada principale (via Innamorati, poi via Altolina). Circa 400 metri dopo la chiesa parrocchiale, all’uscita del paese, si incontra un bivio marcato da una croce (20). Si segue la piccola strada asfaltata a sinistra (sempre via Altolina), fino a giungere a un ampio piazzale sterrato (21 – km 10,300), dove inizia il sentiero in ripida salita che conduce a Pale. Il sentiero è attrezzato con gradoni, staccionate e punti di sosta/belvedere; non bisogna farsi ingannare dalle deviazioni, seguendo sempre il percorso principale, che si inerpica lungo la parete su cui è edificato il piccolo paese di Pale. In alternativa al sentiero, dal piazzale si prende sulla sinistra una sterrata, più lunga ma meno ripida (che si ricongiunge al punto 22). Giunti nell’abitato, bisogna uscire dalla porta verso monte (22), in piazza del Castello. Si prosegue brevemente per via Menotre, imboccando a sinistra, in corrispondenza dell’ultima casa verso monte, una piccola strada in salita (via del Sasso) (23), che aggira la costruzione e si trasforma in una mulattiera che costeggia i piedi della collina, giungendo in poco meno di un chilometro all’abitato di Ponte Santa Lucia. Al termine dello sterrato, si imbocca sulla sinistra una strada in salita (24), che conduce in poco più di centro metri a incrociare la strada asfaltata (25 – km 12,300) che sale a Sostino: la si prende in salita, seguendola per circa un chilometro. In corrispondenza della curva a destra del primo tornante (26), si procede diritti per una strada sterrata in salita, che conduce alla piazza di Sostino, dove sorge la chiesa parrocchiale (27 – km 14,000) dedicata a San Michele Arcangelo. Oltrepassata la chiesa, la strada sale ripidamente, attraversando tutto il paese. Usciti dall’abitato, si prosegue sulla via principale, evitando ogni deviazione a sinistra: si imbocca così la strada sterrata (28) che percorre il “piano delle strade” per circa tre chilometri e mezzo, inizialmente in pianura, poi in leggera salita. Oltrepassato un insediamento di casette di legno, si giunge a un incrocio marcato da una croce di ferro (29 – km 18,000): si prosegue diritti in salita, in direzione nord. La strada sterrata sale per circa un chilometro, poi discende dolcemente in direzione est. Al primo bivio, si prende a sinistra una strada in direzione nord (30),  che conduce in poco più di mezzo chilometro a incrociare la strada per Capodacqua. La si percorre a sinistra per 150 metri, fino a raggiungere la chiesetta della Madonna di Ricciano (31 – km 20,300). Lì si imbocca a destra una strada interpoderale che prosegue per circa 700 metri verso nord est; in corrispondenza di un bivio, si prende a sinistra, nella medesima direzione (è la strada con il fondo peggiore) (32). Si inizia quindi a salire, portandosi in poco più di 300 metri a una piccola sella boscosa sotto Monte Palarne (33 – km 21,600). Tra le numerose strade, si prende quella che sale a destra in direzione est, che costeggia il monte Palarne e conduce in meno di 2 chilometri all’abitato di Forcatura (34 – km 23,800). Lo si attraversa (passando nel paese); quindi si inizia a scendere seguendo sempre la strada asfaltata (possibile deviazione dopo 250 metri: una sterrata sulla destra consente di accorciare di un centinaio di metri). In corrispondenza del centro visitatori dell’Oasi di Colfiorito (ex mulino) (35), la strada asfaltata è fiancheggiata da un percorso pedonale delimitato da paletti in legno. Da Forcatura a Colfiorito ci sono circa 2 chilometri e mezzo. Raggiunta la strada statale, la si percorre verso sud (a destra) per meno di 100 metri, quindi si imbocca a sinistra via Adriatica (36) e si entra nell’abitato di Colfiorito. Dopo circa 650 metri, si raggiunge il complesso parrocchiale di Santa Maria Assunta (37 km 27,000), termine della tappa. </p>
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		<title>Terza tappa &#8211; Da Colfiorito a Muccia (Camerino)</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2016 08:18:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Via Lauretana]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Arrivo a Muccia Distanza: 18,1 km Tempo di percorrenza: 4 ore e 30 minuti Dislivello in salita: 350 m Dislivello in discesa: 660 m Difficoltà: media Fondo: asfalto e sterrato Arrivo a Camerino Distanza: 23 km Tempo di percorrenza: 6 ore Dislivello in salita: 600 m Dislivello in discesa: 640 m Difficoltà: media Fondo: asfalto ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.umbriafrancescosways.eu/itinerari/terza-tappa-da-colfiorito-a-muccia-camerino/">Terza tappa &#8211; Da Colfiorito a Muccia (Camerino)</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.umbriafrancescosways.eu">Il Cammino di San Francesco</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Arrivo a Muccia </strong><br />
Distanza: 18,1 km<br />
Tempo di percorrenza: 4 ore e 30 minuti<br />
Dislivello in salita: 350 m<br />
Dislivello in discesa: 660 m<br />
Difficoltà: media<br />
Fondo: asfalto e sterrato<br />
<strong><br />
Arrivo a Camerino</strong><br />
Distanza: 23 km<br />
Tempo di percorrenza: 6 ore<br />
Dislivello in salita: 600 m<br />
Dislivello in discesa: 640 m<br />
Difficoltà: media<br />
Fondo: asfalto e poco sterrato </p>
<p>La terza tappa, dopo l’attraversamento della piana di Colfiorito e la discesa nella parte alta della Valle del Chienti, segue due possibili percorsi, entrambi storici, della Via Lauretana: quello per Camerino, la cui frequentazione è stata più intensa negli anni dello splendore della signoria dei Varano.e quello per Muccia, che segue la classica direttrice della Valle di Chienti.<br />
 Il primo risale il versante sinistro della Valle di Chienti, scendendo quindi dolcemente verso la vallata di Camerino, caratterizzata da vasti pascoli. La salita al colle di Camerino si effettua per vie secondarie e poco trafficate; l’ingresso nella cittadina storica attraverso la rinascimentale porta di Malatesta è preludio alle attrattive di uno dei più interessanti centri storici delle Marche.<br />
Il secondo, per Muccia, si dipana in buona parte lungo la statale 77 (attenzione al traffico!), quindi prosegue con un itinerario molto oneroso in termini di dislivello, ma con il premio di una stupenda visuale della Val di Chienti dall’alto della Madonna di Collevento (tale itinerario è d’obbligo per chi intendesse pernottare all’eremo del Beato Rizzerio). </p>
<p>Segnaletica: i segnavia biancorossi sigliati “CFM” del Cammino Francescano della Marca si possono seguire da Colfiorito (1) al bivio per Fonte delle Mattinate(6); nel tratto dopo Serravalle (da 11 a 13) e nel percorso per la Madonna di Collevento (da 17 a 21). Nel resto dell’itinerario, come in tutta la strada per Camerino, la segnaletica è assente.</p>
<p>PER I CICLISTI. Nessuno degli itinerari proposti presenta particolari ostacoli o difficoltà alla percorrenza in Mtb o bici ibrida, eccezion fatta per il tratto di Gelagna Alta (tra i punti 13 e 25), e la discesa dalla Madonna di Collevento (tra i punti 18 e 19), entrambe da evitare. La scalinata per cui si accede al centro di Camerino (punto 30), va aggirata percorrendo la salita di via San Giacomo.  Naturalmente, in qualche tratto di statale e urbano occorre fare molta attenzione al traffico veicolare, soprattutto dove si debba procedere contromano.<br />
 <strong><br />
Percorso comune</strong><br />
Si snoda interamente su asfalto, percorrendo alcuni chilometri lungo la statale 77. Fino all’apertura del nuovo tratto Foligno-Muccia della quattro corsie (prevista per il 2015), la statale sarà caratterizzata da intenso traffico, per cui c’è bisogno di fare molta attenzione: successivamente, è prevedibile che il traffico si riduca quasi a zero, per cui si potrà transitare in tutta sicurezza.<br />
Si esce a destra dalla chiesa parrocchiale di Colfiorito (1 – km 0,000), proseguendo lungo la statale in direzione nord-est; percorsi un centinaio di metri, al termine del paese vecchio, si gira a destra per la strada provinciale 96 (2) (indicazioni stradali per Visso &#8211; Pieve Torina). Dopo circa 700 metri si oltrepassa il bivio per Cesi (3); mezzo chilometro dopo si giunge alla storica basilica di Plestia (4). Si prosegue lungo la strada provinciale, raggiungendo in poco più di un chilometro l’abitato di Taverne. Al bivio (5 – km 2,540), si abbandona la strada provinciale, per attraversare la parte antica del paese, lunga 300 metri. All’uscita del centro abitato ci si immette sulla provinciale 50, dove si prosegue sempre diritti per 3 chilometri fino all’incrocio con la statale 77, all’altezza di Fonte delle Mattinate (6 – km 5,980) [20 metri prima dell’incrocio il CFM devia a destra, per ricongiugersi dopo Serravalle]. Si percorre quindi la statale 77 (molto trafficata: fare attenzione!); dopo circa 700 metri si devia a destra (7) in discesa per una ripida strada asfaltata. Oltrepassati i resti delle mura della rocca dei Varano &#8211; che chiudeva completamente il passo &#8211; e un piccolo ponte, in meno di un chilometro si giunge sulla piazza della vecchia chiesa parrocchiale di Serravalle (8). Di lì si prosegue ancora lungo la statale 77: è un tratto assai stretto, per cui occorre procedere tenendo la sinistra, rasente ai muri. Dopo quasi 400 metri, si trova una provvidenziale deviazione a sinistra (9): una piccola via in salita (via Primo Maggio), che consente di percorrere un tratto della strada antica, attraverso il vecchio abitato: al termine della via occorre solamente attraversare la statale 77 (10 – km 8,050) per immettersi nella strada principale del borgo nuovo di Serravalle. Lo si attraversa per quasi un chilometro e mezzo; all’altezza di largo Aldo Moro preferire alla strada moderna quella più antica, a sinistra (via IV Novembre). All’altezza dell’incrocio con la statale 77, si prosegue diritti e subito dopo si scende a destra per una ripida rampa asfaltata (11 – km 9,480), che immette in un corto ponte sul Chienti e, subito a sinistra, in una stretta strada che costeggia il fiume e in 600 metri conduce al cimitero del paese (12). Oltrepassato il cimitero, si segue su una strada asfaltata, che dopo 400 metri passa sotto la quattro corsie e costeggia a sinistra tutto l’abitato di Bavareto per altri 600 metri, piegando infine a sinistra per passare il Chienti e immettere nella vecchia statale 77 (13 – km 11,000), che attraversa il paese [prima del ponte, il CFM devia a destra lungo il fiume, per ricongiungersi oltre Gelagna Bassa]. </p>
<p><strong>Percorso per Muccia</strong><br />
Usciti da Bavareto, si prende la statale a sinistra, raggiungendo in 800 metri il bivio con la strada provinciale 17 (14) che conduce a Camerino. Oltrepassato il bivio, si percorrono 450 metri fino al Ponte di Gelagna (15 – km 12,400). Di lì si segue sempre la strada asfaltata, oltrepassando dopo quasi un chilometro il bivio per Gelagna Bassa  (16) e raggiungendo, dopo un altro chilometro, il bivio per la Madonna di Collevento  (17 – km 14,400): una strada sterrata sulla sinistra conduce a un ponte di pietra sul Chienti. Attraversato il ponte [da qui si incontra di nuovo il CFM], si prosegue per una larga strada sterrata in salita: la si percorre, sempre salendo, per circa 2 chilometri, fino ad attraversare un’azienda agricola; dopo di che la strada diventa pianeggiante e conduce in poco più di 500 metri al santuario della Madonna di Collevento (18 – km 16,700). Dal piazzale della chiesa un sentiero scende ripidamente verso l’abitato di Muccia. Incrocia la strada asfaltata (via Fonte del Colle) in corrispondenza di un tornante (19); lì piega a destra per raggiungere la sottostante via Campo della Fiera e quindi via Varano (20). Si gira a sinistra e si raggiunge in poco più di 200 metri la chiesa parrocchiale di San Biagio (21 – km 18,100), termine della tappa.<br />
Se invece si vuole pernottare all’eremo del Beato Rizzerio, dal piazzale del santuario (18) si prende una strada asfaltata in leggera salita, che dopo circa 200 metri (quando si incontra la grande campana del santuario), inizia a scendere per circa un chilometro e mezzo, fino all’eremo (22 &#8211; km 18,600). Il giorno seguente, dall’eremo si prosegue in discesa lungo la strada principale (via Fonte del Colle), che si percorre per circa due chilometri, fino al tornante (19); lì si prosegue diritti per il percorso sopra descritto.</p>
<p><strong>Variante per la Statale 77</strong><br />
Oltrepassato il bivio per la Madonna di Collevento (17 &#8211; km 14,400), si raggiunge quindi, in circa 3 chilometri, l’abitato di Muccia. Si prende a sinistra via di Varano (20), attraversando un ponte in pietra. Proseguendo diritto, in 300 metri si raggiunge la chiesa parrocchiale di San Biagio (21 – km 17,500), termine della tappa.<br />
<strong><br />
Percorso per Camerino </strong><br />
La variante per Camerino si snoda quasi tutta lungo la strada provinciale 17, non molto trafficata, ma a tratti piuttosto stretta e tortuosa: l’attenzione è d’obbligo.<br />
Nell’abitato di Bavareto, subito dopo l’ingresso nella via principale (13 &#8211; km 11,000), si prende dalla parte opposta della strada una sterrata che risale una piccola valle per circa 500 metri. Si incontra quindi un bivio a destra (23), che immette in un sentiero di mezza costa nel bosco. Conduce, in poco più di 2 chilometri, all’abitato di Gelagna Alta (24 &#8211; km 14,000 ). Lo si attraversa tutto e si riscende quindi sulla strada provinciale 17, a circa 300 metri dalla località “Il Crocifisso” (25). Si prosegue in salita fino al valico, superato il quale, dopo 3 chilometri di discesa, si raggiunge l’abitato di Morro (26 &#8211; km 18,000). Di lì si continua a scendere lungo la provinciale, arrivando dopo circa 3 chilometri al bivio (27 – km 20,900) con la strada proveniente da Muccia. Si prosegue in direzione Camerino centro; dopo circa 200 metri si prende a sinistra via Madonna dei Giustiziati (28), che in 500 metri di salita conduce all’incrocio con viale Aldo Moro (29). Lo si attraversa in direzione Camerino centro: si riprende dopo una ventina di metri via Madonna dei Giustiziati poi, a destra, si segue una piccola strada in salita (riservata ai residenti) e la si percorre tutta, per circa 250 metri. Al termine si attraversa via Dante Alighieri e si imbocca subito a destra (30 – km 21,900) una stretta via in salita, che porta al parcheggio Malatesta. In meno di 100 metri, si incontra a sinistra una ripida scalinata, che conduce a porta Malatesta (31). Si percorre quindi via San Giacomo fino a piazza Umberto I. Si prosegue per via Pieragostini, quindi per la stretta via Varino Favorino, che conduce in poco più di 500 metri alla piazza della Cattedrale (32 km 23,000), termine della tappa.</p>
<p><strong>Variante su asfalto per Camerino</strong><br />
Dal bivio per Camerino (14) si percorre la strada provinciale 17, che procede in salita per circa 3 chilometri, raggiungendo la località “Il Crocifisso” (25).</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.umbriafrancescosways.eu/itinerari/terza-tappa-da-colfiorito-a-muccia-camerino/">Terza tappa &#8211; Da Colfiorito a Muccia (Camerino)</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.umbriafrancescosways.eu">Il Cammino di San Francesco</a>.</p>
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		<title>Quarta tappa &#8211; Da Muccia o da Camerino a Belforte del Chienti</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2016 08:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Via Lauretana]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Partenza da Muccia Distanza da: 24,7 km Tempo di percorrenza: 8 ore Dislivello in salita: 640 m Dislivello in discesa: 750 m Difficoltà: impegnativo Fondo: asfalto &#8211; sterrato Partenza da Camerino Distanza: 18 km Tempo di percorrenza da Camerino: 4,5 ore Dislivello in salita: 440 m Dislivello in discesa: 750 m Difficoltà: facile Fondo: asfalto ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Partenza da Muccia</strong><br />
Distanza da: 24,7 km<br />
Tempo di percorrenza: 8 ore<br />
Dislivello in salita: 640 m<br />
Dislivello in discesa: 750 m<br />
Difficoltà: impegnativo<br />
Fondo: asfalto &#8211; sterrato</p>
<p><strong>Partenza da Camerino </strong><br />
Distanza: 18 km<br />
Tempo di percorrenza da Camerino: 4,5 ore<br />
Dislivello in salita: 440 m<br />
Dislivello in discesa: 750 m<br />
Difficoltà: facile<br />
Fondo: asfalto</p>
<p>Anche la quarta tappa segue due possibili percorsi, entrambi storici, della Via Lauretana: da Muccia (con ampi tratti di sterrato) o da Camerino (interamente su asfalto).<br />
Partendo da Muccia, si segue per strade secondarie il versante destro della Valle del Chienti. Si attraversano campi coltivati e nuclei di case sparse, toccando luoghi importanti, come il convento di Pontelatrave e il castello di Beldiletto. Dove la valle si restringe, due sbarramenti artificiali hanno dato luogo ad altrettanti bacini: il lago di Polverina e quello di Caccamo. In mezzo sta la strettoia tra i monti Fiungo e Capolapiaggia. Si costeggia, su una larga strada asfaltata, la boscosa sponda destra del lago di Polverina; in corrispondenza della strettoia, da Valdiea si sale lungo le pendici del monte Fiungo, con un percorso marcatamente escursionistico; il lago di Caccamo si costeggia in quota, attraversando le pendici boscose per mulattiere e sentieri, fino a Pievefavera. Di lì si riscende e si raggiunge Belforte del Chienti, su asfalto. Nel complesso, una tappa impegnativa per l’altimetria e la varietà, che obbliga a prestare attenzione costante per non perdersi nel bosco.<br />
Da Valdiea, si può passare sull’altro lato della valle e proseguire lungo la statale 77, che in questo tratto è davvero poco trafficata.<br />
Partendo da Camerino, invece, discesi dal colle si risale il Fosso dei Cappuccini  verso Renacavata (in quel convento è nata la riforma cappuccina nel 1531). Si discende quindi attraverso il bosco verso la Valle del Pozzuolo e la chiesa romanica di Piedilapiaggia. Ci si immette nella statale 77, all’altezza di Bistocco. L’ultimo tratto di strada per Caccamo è interessato dal traffico pesante legato all’adiacente cava. Il percorso è interamente su asfalto, ma la scarsità di traffico, la vegetazione abbondante e la dovizia di panorami lo rendono assai piacevole. Le salite verso Capolapiaggia sono le uniche difficoltà della tappa. </p>
<p>PER I CICLISTI. Il percorso da Muccia presenta una certa difficoltà per la percorrenza in bici, soprattutto in caso di pioggia. Ci sono infatti, in pianura, alcuni tratti particolarmente fangosi  (tra i punti 4-5, 9-10 e l’intera variante “sentiero verde”). Nel tragitto tra Valdiea e Pievefavera, oltre ai dislivelli importanti, il problema del fondo stradale interessa i tratti tra i punti 14-16, 17-19 e 21-24. Ai ciclisti inesperti o poco allenati si consiglia comunque di optare, da Valdiea a Caccamo, per la variante su asfalto, più lunga ma molto più confortevole.<br />
Il percorso da Camerino non presenta, invece, alcuna difficoltà, nonostante l’altimetria.</p>
<p>Segnaletica: da Muccia (1) a Pievefavera (25) segnavia biancorossi del Cammino Francescano della Marca (siglati “CFM”); da lì in poi segnavia biancorossi della Via Lauretana (siglati “VF”).</p>
<p><strong>Percorso da Muccia</strong><br />
Dalla Chiesa parrocchiale (1 km &#8211; 0,000) si prende a sinistra via Varano, che termina in un ponte (2) che immette nella statale 77. La si attraversa e si imbocca la strada di fronte (via Giovanni XXIII). La si abbandona dopo meno di 300 metri, svoltando a sinistra (3) per la strada che fiancheggia il campo sportivo (via delle Piane; indicazione stradale per Giove). Si prosegue sempre lungo il tracciato principale per quasi 2 chilometri, traversando il nucleo abitato di Giove, fino a incrociare la strada statale 209 (4 – km 2,310). La si attraversa, imboccando una strada sterrata in direzione est che fiancheggia a destra la residenza “La Maddalena”: dopo poco più di un chilometro, si oltrepassa un fosso su un piccolo ponte (5) e si prosegue verso sinistra, raggiungendo in poco più di 200 metri il convento di Pontelatrave (6). Si prosegue diritti, giungendo in vista del Castello di Beldiletto. Oltrepassati il bivio per il castello e un piccolo ponte antico (7 &#8211; km 4,330), si prosegue a sinistra per la strada asfaltata che costeggia la riva destra del lago di Polverina (fiancheggiata a sinistra da una ciclabile in via di ultimazione). La si percorre per quasi 3 chilometri: all’altezza del bivio per Gallazzano (8 &#8211; km 7,380), si volta a sinistra per un sterrata, che conduce in 300 metri a incrociare la provinciale 98 (che collega Polverina a San Lorenzo in Colpolina). La si imbocca a sinistra, percorrendola per poco più di 50 metri: poco prima del ponte si scende a destra (9) nel sentiero del lungofiume (asinovia). Lo si segue per circa 1,2 chilometri, fino a quando immette (10 &#8211; km 9,030) nella strada che sale a San Giusto (la chiesa romanica vale una deviazione). Si prosegue fino al cimitero, passato il quale si prende a sinistra (11 &#8211; km 9,260) un sentiero che si inoltra nella vegetazione, conduce a valicare il fosso e porta su una sterrata (12) che si prende a sinistra in direzione ovest. Si giunge quindi a un trivio, e si imbocca a destra la strada sterrata (13) che porta verso nord. In poco più di un chilometro si giunge ai piedi di Valdiea (14 &#8211; km 11,500). Si attraversa tutto il paese in salita, fino alla chiesa parrocchiale, posta alla sommità dell’edificato. La strada principale prosegue diritta, in direzione est; si prende invece a sinistra una mulattiera (15), verso nord, che sale ripidamente e si restringe in sentiero. Dopo circa 500 metri si incontra un bivio (16): bisogna imboccare il sentiero più piccolo, che scende a sinistra. Al termine della discesa, al bivio prendere a destra: il sentiero prosegue in costa a quota costante per circa un chilometro. Evitare una prima deviazione a sinistra in discesa; quindi evitare un bivio a destra. Al termine del sentiero, all’altezza di un tornante (17 &#8211; km 13,200), ci si immette nell’ampia strada sterrata che dal fondovalle sale a Fiungo. Dopo quasi un chilometro e mezzo di salita, si giunge all’abitato di Fiungo (18), che si costeggia tenendolo sulla destra, percorrendo una mulattiera in direzione nord-est. Al termine del paese la strada si restringe (seguire la traccia con attenzione per 200 metri) ed entra nel bosco, a sinistra, prima in costa e poi scendendo, per quasi 2 chilometri. Al termine della discesa si incontra un bivio con il tornante di una mulattiera (19): si prende a destra, tenendosi in costa. Si raggiunge quindi in poco più di 500 metri il piccolo santuario della Madonna del Sasso (20). Dalla chiesetta, una comoda strada sterrata (non svoltare mai a sinistra) conduce in circa un chilometro al paese de La Valle (21 &#8211; km 17,500). Dalla piazza del paese si scende verso l’abitato di Colle. Dopo meno di 100 metri (prima di raggiungere Colle), in corrispondenza di un grande cipresso, si incontra a destra una ripida strada sterrata (22) che entra in un oliveto. Il percorso da seguire è più che altro una traccia, che a volte si legge a fatica tra le pietre: fare quindi attenzione. Si procede per circa 100 metri sempre in costa, mantenendo la quota. Si costeggia un primo boschetto di querce, tenendolo sulla destra; qui la strada è molto evidente. Dopo pochi metri si costeggia un secondo &#8211; più ampio &#8211;  querceto, con fitto sottobosco. Subito dopo la traccia quasi scompare tra i sassi: occorre scendere leggermente, puntando verso una piccola quercia isolata che svetta tra gli olivi. Raggiunto l’albero, si prosegue diritto per circa 50 metri: già si scorge, al limitare del bosco, l’inizio della mulattiera (23 &#8211; km 18,100). Si procede quasi sempre in leggera salita, su fondo pietroso, per poco più di mezzo chilometro; ci si immette quindi (24) a sinistra in un sentiero che scende ripidamente, per raggiungere in 400 metri (25) la strada sterrata che sale a Pievefavera. La si segue per circa 400 metri senza deviare: termina in corrispondenza di un tornante (26 &#8211; km 19,500) della strada asfaltata che costeggia le mura del paese [qui il CFM sale a destra verso il paese alto, per poi abbandonare la Valle di Chienti]. La si imbocca a sinistra in discesa per circa 300 metri (c’è anche un tratto pavimentato a sampietrini), imboccando quindi a sinistra una ripida strada sterrata (27), che conduce in poco più di mezzo chilometro al bivio con la strada asfaltata che scende dal paese (28 &#8211; km 20,400). Si prosegue in direzione est, per 300 metri, fino a una curva a sinistra (29) in corrispondenza di un piazzale con una chiesetta campestre (è la chiesa del cimitero). Si prosegue per quasi 500 metri, in leggera discesa, immettendosi (30) nella strada che conduce a Caldarola. Si volta a sinistra, attraversando quasi subito un ponte sul Chienti. Oltrepassato il ponte, si volta subito a destra (31) in via Rossini (parallela alla statale 77), percorrendola tutta fino al bivio con la statale (32 &#8211; km 21,700). Si prosegue sul lato destro utilizzando un comodo marciapiede, che termina dopo 300 metri, ma quasi subito si incontra sulla destra una strada parallela (via Mattei), che consente di evitare 400 metri di statale. Via Mattei termina all’altezza dello svincolo della quattro corsie (33). Ora è bene attraversare e tenere la sinistra. Si prosegue per circa 700 metri (passando sotto la quattro corsie), fino al bivio per Belforte (34 &#8211; km 22,900), a sinistra (indicazioni turistiche per la chiesa di Sant’Eustachio). Dopo il bivio, la strada piega a destra e inizia a salire ripidamente. Si segue per più di un chilometro e mezzo sempre la strada di crinale, che dopo un bivio termina di salire e raggiunge in breve la porta occidentale delle mura di Belforte del Chienti (35). Percorrendo la strada principale, si raggiunge in 100 metri la chiesa di Sant’Eustachio (36 &#8211; km 24,700), termine della tappa.<br />
<strong><br />
Variante sentiero verde</strong><br />
Se non si vuole seguire la strada che costeggia il lago di Polverina, si può percorrere il sentiero pedonale (sentiero verde) del lungolago, che si imbocca circa 500 metri dopo il bivio (7) e confluisce di nuovo sulla strada dopo quasi un chilometro e mezzo. </p>
<p><strong>Variante statale 77</strong><br />
Al bivio per Valdiea (11 – 11,500) non si sale all’abitato, ma si prosegue a sinistra, raggiungendo in quasi 800 metri (attraversata la rotonda che immette nella quattro corsie: attenzione!) la statale 77 (47), che si imbocca a destra, sempre verso nord (indicazione stradali per Camerino). La strada &#8211; pressoché deserta &#8211; prosegue per 5 chilometri e mezzo, superando le frazioni di Sfercia e Campolarzo fino al bivio per Piedilapiaggia (44 – km 6,220). Da questo punto il percorso coincide con quello da Camerino.</p>
<p><strong>Percorso da Camerino</strong><br />
Dalla cattedrale (37 &#8211; km 0,000) si prendono via Giacomo Venezian e via Roma, che scende con una rampa pedonale in via Ridolfini. La si prende a destra, proseguendo per via Antinori, che conduce alla piazza e alla bella chiesa di San Venanzo (38). Si prende a sinistra in discesa per via Farnese, che oltrepassa la porta di San Giovanni e immette infine in via Le Mosse. Si prosegue in discesa per 300 metri fino a una rotonda (39) con al centro una piccola piramide di ferro. Si continua diritti fino a raggiungere, in quasi un chilometro, un’altra rotonda (40 &#8211; km 2,030). Si prende a destra la strada provinciale 18 (indicazioni stradali per SS77 e Capolapiaggia). La si percorre per circa 800 metri, fino a giungere al bivio (a sinistra) per il convento di Renacavata (41), che vale senz’altro una breve deviazione dal percorso. Si prosegue in salita per altri 500 metri, quindi si procede in leggera discesa verso l’abitato di Capolapiaggia (ignorando alcuni incroci). Prima del paese si incontra a sinistra il bivio (42 &#8211; km 4,300) per Piedilapiaggia (indicazione stradale e turistica). La strada, chiusa al traffico veicolare, scende per quasi 2 chilometri e mezzo, fino alla deviazione (sulla destra) (43) per il piccolo complesso ospitaliero della Madonna di Piedilapiaggia, che rimane un centinaio di metri a sinistra del percorso. Si prosegue, sempre per la strada asfaltata, per quasi 3 chilometri, passando sul versante sinistro della piccola valle. La strada termina poco prima dell’abitato di Bistocco, immettendo nella statale 77, che si imbocca a sinistra (44 &#8211; km 9,360). Si prosegue ancora, superando l’abitato di Bistocco e raggiungendo Valcimarra. Quasi al termine del paese, dopo un chilometro, a destra c’è il bivio (45 – km 10,700) che conduce verso Pievefavera (indicazioni turistiche per Madonna del Sasso). Si scende a destra verso il sottopasso della quattro corsie; si risale a sinistra verso il bivio per la Madonna del Sasso e Colle (46), che si raggiunge in meno di 400 metri. Si prosegue per 2 chilometri e mezzo lungo la strada che costeggia il lago, fino a giungere al bivio con la strada che proviene da Pievefavera (28 – km 13,600), riprendendo quindi il percorso principale.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.umbriafrancescosways.eu/itinerari/quarta-tappa-da-muccia-o-da-camerino-a-belforte-del-chienti/">Quarta tappa &#8211; Da Muccia o da Camerino a Belforte del Chienti</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.umbriafrancescosways.eu">Il Cammino di San Francesco</a>.</p>
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		<title>Quinta tappa &#8211; Da Belforte del Chienti a Tolentino</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2016 07:50:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Distanza: 8,4 km Dislivello in salita: 140 m Dislivello in discesa: 270 m Tempo di percorrenza: 2 ore Difficoltà: molto facile Fondo: asfalto La tappa è più che facile: cortissima e pianeggiante (a parte la discesa da Belforte del Chienti); potrebbe essere facilmente unita alla precedente o alla successiva, ma in questo modo si ha ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Distanza: 8,4 km<br />
Dislivello in salita: 140 m<br />
Dislivello in discesa: 270 m<br />
Tempo di percorrenza: 2 ore<br />
Difficoltà: molto facile<br />
Fondo: asfalto</p>
<p>La tappa è più che facile: cortissima e pianeggiante (a parte la discesa da Belforte del Chienti); potrebbe essere facilmente unita alla precedente o alla successiva, ma in questo modo si ha una buona mezza giornata da dedicare alla visita di Tolentino. La prima metà del percorso si sviluppa lungo la riva sinistra del fiume, costeggiando la statale 77 (in qualche tratto bisogna fare attenzione al traffico); dopo l’antica stazione di posta de Le Grazie si passa all’altra riva, arrivando a Tolentino attraverso il “Ponte del diavolo”. </p>
<p>PER I CICLISTI. A parte la scalinata di San Sebastiano (2) e lo spazio erboso alla fine di via Conciliazione (4), del resto facilmente aggirabili, l’intera tappa corre su strada, non presentando problema alcuno. Si tratta, casomai, di prestare attenzione al traffico.</p>
<p>Segnaletica: segnavia biancorossi della Via Lauretana (siglati “VF”).</p>
<p>Dalla Chiesa di Sant’Eustachio, in piazza Vittorio Emanuele II (1 &#8211; km 0,000), si prosegue lungo la principale via Leopardi. Al termine del vecchio abitato, si incontra a sinistra una scalinata che conduce alla chiesa di San Sebastiano (2), già ospitale per i pellegrini della Via Lauretana. Dal piazzale della chiesa, una corta sterrata a sinistra conduce alla via principale, che si imbocca a destra in discesa, fino a incrociare via Provinciale (3), che si attraversa per imboccare un sentiero pedonale dalla parte opposta della strada. Dopo un centinaio di metri, ci si immette in via Ciappi, all’altezza della chiesa di Santa Maria. Proseguendo diritto, al primo incrocio si svolta a sinistra, imboccando via Conciliazione (4), che si percorre tutta fino a un piccolo spazio erboso, che si attraversa facilmente immettendosi sulla statale 77 (5 &#8211; km 0,830) verso sinistra. Si percorre la statale per quasi un chilometro, lungo uno spazioso marciapiede sul lato sinistro della strada. Si passa sotto la quattro corsie, quindi dopo 200 metri si svolta a sinistra per via Carlo Santolini (6 &#8211; km 1,560) che conduce ad attraversare il nuovo insediamento di Fornace (via Sacco) e termina in un bivio a T (7): si svolta a destra in via Rinascita, per tornare sulla statale (8 &#8211; km 1,930). Si prosegue per un paio di chilometri (facendo attenzione al traffico), oltrepassando una rotonda, fino a giungere alla località “Le Grazie” (9). La chiesa e la parrocchia occupano un edificio adibito anticamente a stazione di posta e a luogo di ospitalità per pellegrini, come fa intuire un’antica scritta in facciata. Andando avanti 200 metri, si svolta a destra in via Mattarella (10 &#8211; km 4,410), per raggiungere in poco più di 500 metri una piccola diga sul Chienti, sopra la quale (11) si attraversa il fiume. La strada sale sulla destra per un centinaio di metri: all’incrocio (12 &#8211; km 5,180) si volta a sinistra, in direzione nord. Si prosegue sulla medesima strada per quasi 3 chilometri (dopo lo svincolo con la quattro corsie, la sede stradale offre a sinistra una comoda pista pedonale/ciclabile). Si giunge infine alla torre di accesso al medievale “Ponte del diavolo” (13 &#8211; km 8,000), che scavalca il Chienti e introduce al nucleo storico di Tolentino. Dopo il ponte, si prosegue diritto, si attraversa la circonvallazione e si entra nelle mura del paese per la porta del Ponte e via San Nicola. Meno di 200 metri in leggera salita conducono sulla destra alla chiesa e al convento di San Nicola da Tolentino (14 &#8211; km 8,400), termine della tappa.</p>
<p><strong>Variante sulla riva destra del Chienti</strong><br />
Giunti al punto (6 &#8211; km 1,560) anziché voltare a sinistra per via Carlo Santolini, si prosegue diritti lungo via Santa Maria, e dopo 200 m si raggiunge un incrocio (15). Si volta a destra e si prosegue per 600 m in piano, fino a incrociare (16), appena prima di una curva a gomito, una stradina sulla sinistra, che subito diventa sterrata. Dopo 350 m la sterrata compie una curva ad angolo retto sulla destra (17), poi infila un rettilineo in salita di 150 m, fino a giungere a una successiva curva ad angolo retto (18), dove si imbocca una sterrata in salita sulla destra, che dopo 30 m si biforca. Si tiene la sinistra costeggiando la proprietà di una casa e seguendo quindi tutta la sterrata, sempre in salita, in mezzo a campi coltivati, per circa un chilometro. Si raggiunge una stradina asfaltata (19 &#8211; km 3,970), che si imbocca a sinistra in discesa. Si prosegue poi per circa 2 chilometri. Dopo due strette curve, a destra e a sinistra, si oltrepassa un piccolo incrocio (20) e si giunge a costeggiare il lago delle Grazie. Quindi si raggiunge in breve il percorso principale (incrocio 12 &#8211; km 5,980).</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.umbriafrancescosways.eu/itinerari/quinta-tappa-da-belforte-del-chienti-a-tolentino/">Quinta tappa &#8211; Da Belforte del Chienti a Tolentino</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.umbriafrancescosways.eu">Il Cammino di San Francesco</a>.</p>
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		<title>Sesta tappa &#8211; Da Tolentino a Macerata</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2016 07:45:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Via Lauretana]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Distanza: 22 km Dislivello in salita: 370 m Dislivello in discesa: 300 m Tempo di percorrenza: 5 ore e 30 minuti Difficoltà: media Fondo: asfalto La tappa si sviluppa quasi interamente nell’ampio fondovalle creato dal fiume Chienti; solo negli ultimi chilometri la salita per raggiungere Macerata, collocata sul crinale, determina un cambio di passo e ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.umbriafrancescosways.eu/itinerari/sesta-tappa-da-tolentino-a-macerata/">Sesta tappa &#8211; Da Tolentino a Macerata</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.umbriafrancescosways.eu">Il Cammino di San Francesco</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Distanza: 22 km<br />
Dislivello in salita: 370 m<br />
Dislivello in discesa: 300 m<br />
Tempo di percorrenza: 5 ore e 30 minuti<br />
Difficoltà: media<br />
Fondo: asfalto</p>
<p>La tappa si sviluppa quasi interamente nell’ampio fondovalle creato dal fiume Chienti; solo negli ultimi chilometri la salita per raggiungere Macerata, collocata sul crinale, determina un cambio di passo e di paesaggio. Si segue la riva destra del fiume, meno antropizzata, dove purtroppo tutte le strade sono state asfaltate (c’erano ampi tratti di sterrata fino a non molti anni fa). La campagna, ordinata e ben coltivata, si attraversa comunque con piacere. Nella parte centrale della tappa bisogna fare i conti con il traffico, ma ci si può muovere quasi ovunque su marciapiede o su strade laterali. La salita a Macerata avviene per strade secondarie e poco frequentate (occorre comunque stare in guardia), con ampie zone d’ombra. Prima di raggiungere la periferia si attraversa una estesa zona residenziale. La deviazione per la splendida abbazia di Fiastra vale l’ora in più di cammino che complessivamente comporta (al netto del tempo di visita…). </p>
<p>PER I CICLISTI. Tappa interamente su strada asfaltata; fare attenzione al traffico. Invece della laterale via Giovanni XIII (punti 10-11) proseguire sulla SS 485.</p>
<p>Segnaletica: segnavia biancorossi della Via Lauretana (siglati “VF”).</p>
<p>Dal Convento di San Nicola (1 &#8211; km 0,000) si prende a sinistra in discesa via Bezzi e poi via del Ponte, che conduce dall’altra parte del fiume Chienti, attraverso il Ponte del Diavolo (2). Passato il ponte, si svolta a sinistra, quindi ancora a sinistra, sulla provinciale 125, seguendo le indicazioni per l’abbazia di Fiastra (3 &#8211; km 0,510). Si segue la SP 125 per quasi 6 chilometri, passando due volte sotto e una volta sopra la quattro corsie. Quindi si gira a sinistra, seguendo le indicazioni per la stazione di Pollenza (4 &#8211; km 6,360), fino a giungere al bivio che immette a sinistra sulla superstrada (5 &#8211; km 9,150). Si prosegue invece diritti, per una stretta strada asfaltata.<br />
Circa 3 chilometri dopo il bivio, si prende un cavalcavia a sinistra (6), dopo il quale si raggiunge l’incrocio con la provinciale 78 (7 &#8211; km 13,300). Si prende la SP 78 a sinistra, facendo molta attenzione al traffico intenso. Oltrepassato il Chienti, si prosegue sempre diritto, sia alla rotonda sia in corrispondenza della deviazione (8), giungendo a immettersi nella statale 77 all’altezza del paese di Sforzacosta (9 &#8211; km 14,600). Si segue a destra la statale per meno di un chilometro; in corrispondenza di una rotonda (10 &#8211; km 15,500) si svolta a destra sulla statale 485 (direzione Civitanova Marche e Corridonia). La si segue per circa un chilometro e mezzo, spostandosi su via Giovanni XXIII, strada parallela di servizio alla zona industriale. Al termine della via (chiusa) si rientra sulla statale (attenzione al fossetto!) e si prosegue verso est; si svolta quindi a sinistra dopo 300 metri (11 &#8211; km 16,900) per strada comunale della Pieve (indicazioni stradali per Ancona e Villa Potenza). Superato un primo tratto in salita, dopo circa 700 metri si svolta a destra per strada comunale di Corneto (12); dopo un primo tratto di pianura e discesa, la strada si snoda per la prima parte in salita, confluendo quindi in via Cincinelli (13), all’inizio dell’abitato di Macerata. Si incontra quindi una rotonda (14 &#8211; km 20,700), dopo la quale via Cincinelli prosegue in discesa, passa sotto la ferrovia (15), e incontra via Beniamino Gigli (16), che si prende a destra. Via Gigli sale per poco più di 300 metri, fino a confluire (17 &#8211; km 21,400) in corso Cairoli. Lo si percorre tutto, fino alla rotonda dello Sferisterio (18). Si entra in città per la porta monumentale e via Fratelli Ciccarelli. La si segue fino all’incrocio con via Lauro Rossi (19), che si prende a destra. Si prosegue quindi per via Matteo Ricci; si attraversa via Gioberti (20) e si imbocca la pedonale via dell’Erta, al termine della quale si gira a destra e ci si trova dinanzi la facciata della cattedrale di Macerata (21 &#8211; km 22,000), termine della tappa. </p>
<p><strong>Deviazione per l’abbazia di Fiastra</strong><br />
Oltrepassato il bivio (5 &#8211; km 9,150), si procede per poco più di un chilometro, svoltando a destra (22 – km 10,700), e risalendo in poco più di un chilometro di nuovo sulla provinciale 125 (23 &#8211; km 11,700), che si imbocca a sinistra.  Dopo circa 400 metri si imbocca a destra la statale 78 (24), che conduce in 700 metri all’abbazia di Fiastra, attraverso un varco pedonale sulla sinistra (25 &#8211; km 13,300). Si torna indietro per la medesima strada, ma al bivio (24) si prosegue a destra sulla statale, reimmettendosi in poco più di 2 chilometri sul percorso precedente (7 &#8211; km 16,700). </p>
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		<title>Settima tappa &#8211; Da Macerata a Loreto</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2016 07:22:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Via Lauretana]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Distanza: 23,4 km Dislivello in salita: 600 m Dislivello in discesa: 770 m Tempo di percorrenza: 6 ore Difficoltà: media Fondo: asfalto L’ultima tappa della Via Lauretana presenta un’altimetria variata: ripida discesa da Macerata; faticoso valico del colle di Recanati e infine salita del colle di Loreto: i tratti pianeggianti sono pochi. Domina invece, quasi ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.umbriafrancescosways.eu/itinerari/settima-tappa-da-macerata-a-loreto/">Settima tappa &#8211; Da Macerata a Loreto</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.umbriafrancescosways.eu">Il Cammino di San Francesco</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Distanza: 23,4 km<br />
Dislivello in salita: 600 m<br />
Dislivello in discesa: 770 m<br />
Tempo di percorrenza: 6 ore<br />
Difficoltà: media<br />
Fondo: asfalto</p>
<p>L’ultima tappa della Via Lauretana presenta un’altimetria variata: ripida discesa da Macerata; faticoso valico del colle di Recanati e infine salita del colle di Loreto: i tratti pianeggianti sono pochi. Domina invece, quasi ovunque, l’asfalto. Nei giorni più caldi, l’accoppiata di salita e asfalto può rendere il cammino assai impegnativo. L’attraversamento del paese di Recanati e l’arrivo a Loreto regalano comunque piacevoli tratti all’ombra, oltre che invitanti motivi di sosta, in chiese e palazzi storici. In tutto il resto del percorso si alternano ampi tratti di campagna ben coltivata, con case sparse, e piccoli centri abitati.<br />
In uscita da Macerata, la variante per Villa Potenza ripropone il tracciato iniziale dell’annuale pellegrinaggio notturno a Loreto organizzato da Comunione e Liberazione. L’altra variante, in uscita da Recanati, invita a percorrere la statale 77, tracciato storico della Via Lauretana nei tempi moderni. </p>
<p>PER I CICLISTI. La tappa prevede un paio di passaggi lungo scalinate (punti 21 e 30) e sottopassi (punto 2). Per il resto corre quasi del tutto su asfalto, in alcuni tratti abbastanza trafficato. Fare attenzione. </p>
<p>Segnaletica: segnavia biancorossi della Via Lauretana (siglati “VF”).</p>
<p>Dalla cattedrale (piazza Strambi) (1 &#8211; km 0,000) si scende per via don Minzoni, che gira attorno all’abside della chiesa, piegando poi a destra in discesa e uscendo dalle mura. Si attraversa la strada di circonvallazione (2) (se il sottopasso è chiuso fare molta attenzione), prendendo in discesa borgo San Giuliano, che dopo 400 metri (3 &#8211; km 0,530) immette a destra in via della Pace. Si prosegue in discesa; circa 200 metri dopo la chiesa parrocchiale, in corrispondenza di un piccolo slargo, si gira a sinistra per via Fonte della Quercia (4), la quale scende fino a incrociare di nuovo via della Pace (5 &#8211; km 1,460) dopo 400 metri. Si attraversa la strada principale e si imbocca una piccola strada (contrada Pace) che scende fino al fondo della piccola valle e attraversa il fosso su un ponticello (6). Dopo il ponte si prosegue a destra, costeggiando il fosso per circa 350 metri. Si gira quindi a sinistra per contrada Fonte San Giuliano (7), che risale in direzione nord per quasi 2 chilometri. La strada si immette di nuovo sulla principale (8 &#8211; km 4,100) (strada Provinciale Potentina), che si imbocca a destra in leggera salita. Dopo poco meno di 300 metri si giunge a un bivio (9), dove si svolta a sinistra (indicazioni stradali per Montecassiano e Recanati) e si scende rapidamente verso il fondovalle del Potenza. Attenzione! Il traffico non è intenso, ma la strada è stretta e i veicoli transitano velocemente. Dopo un chilometro di ripida discesa e un altro chilometro di pianura, si passa il ponte sul Potenza (10) e si entra nell’abitato di Sambucheto confluendo, attraverso una rotonda, nella Statale 77 (11 &#8211; km 7,360), che si imbocca a destra. Si lascia a sinistra la chiesa parrocchiale e, dopo circa 300 metri, si svolta a sinistra (12) in direzione nord, prendendo via Santa Croce (in corrispondenza del cartello di inizio paese e di inizio comune). Dopo poco più di un chilometro in direzione nord si giunge a un quadrivio (13 &#8211; km 9,210), dove si svolta a destra in direzione est (indicazione per Santa Croce). La strada prosegue più o meno diritta e in pianura per poco meno di 2 chilometri. Subito dopo una breve salita la strada curva a 90° verso sinistra. Un centinaio di metri dopo, si gira a destra (14) iniziando a percorrere una sterrata che oltrepassa un fosso e sale in 2 chilometri all’incrocio di Costa dei Ricchi (15 &#8211; km 13,200), collocato proprio sul crinale della collina. Si prosegue (indicazioni per Recanati) discendendo ripidamente verso il fondovalle (fosso Ricale) e risalendo altrettanto ripidamente fino al convento dei passionisti (16), che si raggiunge subito dopo un incrocio.<br />
Dal convento si prosegue lungo via Passionisti, che si percorre tutta fino a incrociare di nuovo la statale 77 (17 &#8211; km 15,300), che si segue per quasi 200 metri imboccando a sinistra (18) via Le Grazie, che procede in forte salita. Al termine della salita si prosegue diritti per via Spazzacamino (19), che immette in via del Risorgimento (20). La si imbocca a destra, proseguendo poi in salita per piaggia Castelnuovo. Si attraversa via Monte Conero (21 &#8211; km 16,300) per imboccare una scalinata dall’altra parte della strada, che conduce in via della Residenza, quindi in via Falleroni (22 &#8211; km 16,400), che si imbocca a sinistra (girando a destra si giunge invece in piazza Duomo).  Si prosegue per poco più di 50 metri, girando a sinistra in via Mazzini (23), che in circa 150 metri conduce di nuovo fuori dalle mura. Si attraversa via Cesare Battisti e si prosegue in discesa per viale Monte Conero. All’altezza del convento di San Francesco (24 &#8211; km 16,800), la strada in discesa diventa via Loreto, che in 700 metri conduce a una rotonda (25). Lasciando a sinistra un’edicola con un crocifisso, si prosegue in leggera discesa lungo la strada provinciale 105. Alla prima curva (26), si esce dalla provinciale e si prosegue diritti (indicazioni per Loreto). Dopo circa 2,5 km si giunge a una rotonda (27 &#8211; km 20,500) in corrispondenza di una chiesetta campestre. Si prosegue diritti in via Brecce per poco più di 1,5 chilometri, deviando poi a destra su via Impaccio (28), in corrispondenza di una semicurva. Via Impaccio risale per un chilometro la collina di Loreto. Immette in via Costa d’Ancona (29), che si prende a destra. In poco più di 100 metri, superata una scalinata, si raggiunge via Brancondi (30 &#8211; km 23,000), svoltando a sinistra in direzione di porta Romana (31). Si entra quindi nel centro di Loreto, giungendo in breve in piazza della Madonna, al santuario della Santa Casa (32 &#8211; km 23,400), termine della Via Lauretana.<br />
<strong><br />
Variante da Macerata a Sambucheto per Villa Potenza </strong><br />
Dalla cattedrale (piazza Strambi) (1 &#8211; km 0,000) si prende via don Minzoni in direzione ovest, giungendo in breve a piazza della Libertà. Si prosegue dunque per via Matteotti, via Lauri e via Garibaldi, fino a giungere a porta Romana (33 &#8211; km 0,870). Si prosegue per via Trento e via dei Velini, che scende fino a fiancheggiare lo stadio Helvia Recina (34) e raggiunge l’abitato di Villa Potenza, dove si immette nella statale 77 (35 &#8211; km 3,950). Si prosegue fino all’abitato di Sambucheto, dove, alla rotonda (11 &#8211; km 10, 420) si ritorna sul percorso principale.<br />
<strong><br />
Variante da Recanati a Loreto per la statale 77</strong><br />
Da Via Falleroni  (22 &#8211; km 0,000) si attraversa l’abitato di Recanati percorrendo la via principale (via Falleroni, corso Persiani, via Cavour e via Calcagni), uscendo dalle mura per via Venti Settembre (36). Seguendo quindi viale Dalmazia, via di Varano e via del Mare, si giunge in circa 2 chilometri a riprendere la statale 77 (37 &#8211; km 2,670), che si segue a sinistra in direzione Loreto. In poco più di 4 chilometri si giunge alle porte di Loreto. Percorrendo la discesa di via Brancondi (38) si giunge a Porta Romana (31) in piazza della Madonna in piazza della Madonna (32 &#8211; km 7,480).</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.umbriafrancescosways.eu/itinerari/settima-tappa-da-macerata-a-loreto/">Settima tappa &#8211; Da Macerata a Loreto</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.umbriafrancescosways.eu">Il Cammino di San Francesco</a>.</p>
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